Maradona, un anno senza D10S

Un anno, 12 mesi, 52 settimane, 365 giorni. Può essere un’eternità, ma anche un breve lasso di tempo, dipende dai punti di vista. I giorni passano velocemente, ma spesso frenano se ci sono ricordi che si fissano nella testa, ma poi arriva quella ricorrenza, che sia positiva o negativa che ti fa pensare. Ecco adesso proiettatevi, se non ci vivete, a Napoli o in Argentina, precisamente a Buenos Aires e immaginate i giorni precedenti ad oggi: 25 novembre 2021. Una data che sancisce il primo anno senza Diego Armando Maradona, scomparso nella sua abitazione di Tigre per un edema polmonare acuto conseguente a insufficienza cardiaca. Una controversia dipartita, sulla quale si cerca ancora di fare chiarezza.

D10S E’ MORTO – Diego se ne è andato e per farlo ha scelto il giorno di George Best e di Fidel Castro, altri due illuminati della loro epoca. El Pibe de Oro, El Diez, El Pelusa, quest’ultimo perchè da bambino era pieno di peli, come lui stesso ha raccontato in un’intervista, soprannomi che tutto il mondo conosce, ma solo a Napoli e per i napoletani è stato e sarà per sempre “O’ mast”. Maradona è tornato tra le braccia di doña Tota, al secolo Dalma Salvadora Franco, sua madre che adesso lo vedrà corre con il pallone sugli infiniti campi del paradiso. Restitusci la mano a Dio, ma tieniti stretto i piedi, perchè immagina che sfide con Di Stefano, Cruijff, Best, Puskas, Yashin, Sivori, Eusebio, Garrincha, Meroni, Valentino Mazzola e tutto il Grande Torino. Sai che spettacolo.

TRA SACRO E PROFANO – Diego Armando Maradona: il sacro e il profano, il mito, la leggenda e l’uomo. Un dualismo, imprescindibile: il genio, la sregolatezza. Il santo, il peccatore. Maradona racchiudeva in sé la contraddizione di essere un uomo in grado di incantare con gesta irripetibili, ma anche in grado di diventare un comune mortale on i suoi sbagli e le sue debolezze. Sin troppo si è parlato dell’uso-abuso di sostanze stupefacenti, cominciato a Barcellona, nell’epoca della grande consacrazione a livello europeo. Il pass, insomma, per diventare colui che tutti ricordano. Un abuso che mai realmente ha abbandonato, nonostante le squalifiche, le disintossicazioni. A denunciarlo proprio il suo medico, attualmente indagato per omicidio colposo. Quell’abuso che ne ha cambiato le caratteristiche principali, deviando, alterando il proprio modo di essere. Da qui l’eccesso. I video in cui appariva alterato. Un uomo che in privato, insomma, ha sbagliato.

UN ARTISTA DEL PALLONE E NON SOLO – Un Caravaggio del ‘900 prestato al mondo del calcio, guascone e maledetto, così proprio come l’illustre pittore. Capace di creare una sublime arte accarezzando il pallone e incantando le platee, specialmente quelle argentine e quella di Napoli. Talvolta appare quasi inutile cercare di spiegare chi era Maradona, perchè chi ama il calcio non può non conoscere tanta magnificenza, ormai entrato nel nostro quotidiano. Un personaggio a cui sono stati dedicati stadi, quello dell’Argentinos Juniors (quando era ancora in vita) e il più recente di Fuorigrotta, che oggi sarà inaugurata una statua in suo omaggio, proprio come allo Stadio Madre de Ciudades a Santiago del Estero. Ma anche strade, fermate metro e murales vari apparsi in tutto il mondo dopo la sua scomparsa, fino ad arrivare a film e serie tv. Un fenomeno popolare entrato nella cultura di massa, molto amato, ma anche odiato. Abbiamo detto che nel privato ha sbagliato tanto, ma ha anche fatto tantissimi gesti che raramente vengono eslatati, tra beneficenze (come scappatelle in ospedale per strappare un sorriso ai bambini malati, oppure partite per raccogliere fondi per scopi benefici) e sostegni ai propri amici e colleghi calciatori in difficoltà. Diego c’è sempre stato e ci sarà ancora, almeno nel cuore di chi lo ha amato e lo ama.