“L’angolo del Prof”. La caduta di Higuain: da possibile leggenda a campione usa e getta

Intanto ben trovati. Con le scuse per la prolungata assenza ed il piacere di ritrovare gli amici della testata e gli amici lettori.

Higuain se ne va. Sì, davvero. Dove? Alla Juve. Dove?!? Sì, alla Juve.

Ho letto fiumi di inchiostro, in questa difficile settimana calcistica partenopea, e l’incredulità è stata, forse, la reazione più spontanea a quanto nessuno di noi tifosi – ripeto nessuno – si sarebbe mai aspettato dal più importante ed osannato calciatore azzurro dai tempi del ‘pibe’.

Ho letto di diritti d’immagine, di visite mediche nascoste, di progetti mancati e di presidenti approssimativi e arroganti; e ancora di clausole, villette affittate e plusvalenze di bilancio…

Allora ho preso l’auto e sono andato a Fuorigrotta. Ho incassato il colpo – poco accettabile, dati gli ultimi eventi – di uno spropositato aumento di prezzo, ed ho acquistato, come ogni anno, un abbonamento per me ed uno per mio figlio. Uscito dalla ricevitoria, tagliandi alla mano, e stranamente privo del solito entusiasmo, mi sono soltanto chiesto: e ora come glielo dico? Come spiego a mio figlio che se ne va? Come gli racconto che il suo mito degli ultimi tre anni vestirà la maglia bianconera?

Ecco, questo è il punto: il calcio è uno sport; è un gioco; ha bisogno di miti e leggende, di racconti che sfiorino la magia; come quello di un calciatore (o era un supereroe?) capace di fare 36 gol in un anno solo….ricordi? E non può essere spiegato con gli artifizi razionali di clausole, diritti e plusvalenze. A un bambino non puoi spiegare che il presidente poteva fare di più, che i diritti erano da ricontrattare, che il progetto andava rafforzato. A un bambino devi avere il coraggio di dire solo la verità.

E la verità è che Higuain non era un supereroe. Era ed è un campione. Un bravo calciatore che non ha avuto abbastanza coraggio per diventare leggenda. Il coraggio che serve a calcare le scene di un’altra narrazione, che diventa mito, racconto, epos.

Ci stava riuscendo, il buon Gonzalo. 36 gol lo stavano portando nell’Olimpo del calcio e tra le braccia della dea Partenope in particolare, che aveva una mano libera, dato che l’altra ospita e coccola Diego ormai da anni…

Ora gli schieramenti dei vari tifosi mi parlano di responsabilità condivise, di scaricabarile, del presidente che poteva, del pipita che voleva….perdonatemi: che noia! Che ipocrisia!

Perch√© non ammettiamo ciò che diremmo, appunto, a un bambino? Perch√© non ammettiamo che Higuain non ce l’ha fatta, a sfidare se stesso nel tentativo di diventare leggenda e ha ceduto al ‘sistema’ calcio legato a business e contratti, rinnegando il ragazzo e il tifoso Higuain?

Io ricordo un ragazzo, appunto, che saltava sotto la curva inneggiando “chi non salta juventino è…è….” al ritmo di migliaia di voci e mani ad applaudire….

Quanta plusvalenza d’affetto e di passione c’era, in quei momenti che immortalavamo tutti con gli smartphone e che oggi, nella logica dello showbusiness, sembrano non contare nulla?

Grave errore, Gonzalo! Grave!

Hai abdicato ancor prima di diventare re; o appena incoronato. Non hai capito che Napoli era l’unico posto al mondo dove, nonostante i tuoi 29 anni, saresti potuto diventare un mito del calcio moderno.

Mancava tanto così.

Ci eravamo andati già vicino, e se non fosse stato per una Juve ai limiti del mostruoso oggi avresti altarini in tutto il mondo: Higuain, il mito che si è preso Napoli dopo Maradona.

Invece no. Non hai capito quanto Napoli poteva darti in cambio, a fronte dei tuoi gol. Quale era la vera plusvalenza in termini di leggenda.

Uno stipendio un po’ inferiore; un presidente sui generis con cui scontrarsi; diritti da grattar via; ma, in cambio, la possibilità di fare la storia. Di essere storia. Non l’hai capito, Gonzalo. Non hai capito che tu, in questa vicenda, sei quello che ci perde di più; che sei stato il più debole. Sarà stata un’altra finale persa con l’Argentina, chissà, a pressarti e indebolirti….a noi non interessa più.

Credi che si ricorderanno di te, quando con i bianconeri appenderai un altro sterile trofeo in una già troppo affollata bacheca? Pensi che i vari mostri sacri Buffon, Bonucci, Chiellini etc…. ti daranno un po’ di spazio nella loro – fin troppo lunga e prestigiosa – storia?

Sai Gonzalo, quando alzerai l’ennesima coppa con loro, e magari ti toccherà anche di tenerla per qualche secondo (poi dovrai passarla immediatamente a qualche leggenda bianconera!), sarà quello il momento in cui penserai a tutti i minuti – ore! – in cui ti avremmo tenuto ancora a saltare sotto la curva…al “giorno all’improvviso” ricordato in ogni partita come un appuntamento d’amore intoccabile…al giro di campo per celebrare i tuoi personali 36 gol….

Ti renderai conto che li hai fatti anche e soprattutto grazie alla maglia che indossavi, e poi perché eri un gran campione.

Chi si ricorda di Tevez, in casa bianconera? (E vorrei ricordare che ha vinto avanti al Pipita il titolo di capocannoniere…) Nessuno! Perch√© è un buon giocatore. Perch√© ha contribuito all’ennesimo trofeo. Nulla più.

Ne avessi vinto solo uno a Napoli, di trofeo importante, saresti rimasto nella storia. Leggenda tra leggende.

Ma non hai avuto il coraggio, il cuore e la passione per provarci.

Soltanto questa, è la verità.

Il calcio di oggi è cos√¨! E io smetterò di comprare sciarpe e magliette con i nomi di falsi miti….dovrà bastare una squadra, un colore, un simbolo.

Nell’attesa – forse vana – di un Campione vero, che sappia legare quella squadra, quel colore e quel simbolo alle sue intenzioni; alla sua passione di sportivo; al suo cuore di tifoso.

E poi, Gonzalo, perdonami, ma dalla bella villetta che abbiamo visto sui giornali….si vede il mare?

Leonardo Acone
Docente di Letteratura per l’infanzia presso l’Università degli studi di Salerno