Juve Stabia. Viotti non riesce a dimenticare l’eliminazione

Si mastica ancora amaro in casa Juve Stabia dopo la sconfitta ai rigori contro il Varese che è costata alle Vespe l’eliminazione dalla Coppa italia. Dopo le dichiarazioni a caldo di Mister Braglia (Credo che nei novanta minuti meritassimo di passare noi, poi abbiamo rovinato tutto calciando malissimo i rigori), nella giornata di ieri è stata la volta del portiere Sergio Viotti, uno dei protagonisti della gara, avendo, tra le altre cose, intercettato ben tre rigori, cosa che però non è bastata ad evitare la sconfitta. Il portiere gialloblu, nella sala stampa del Romeo Menti, è voluto ritornare sulla sfortunata partita di sabato sera: √à assurdo, ad ogni mia parata corrispondeva una del portiere avversario. Mi sembrava di sognare, non volevo crederci. Non vi è nulla da fare, mi gira sempre male. E pensare che Buffon ha vinto un Mondiale senza neanche respingerne uno di penalty”. Viotti ha anche voluto fare un’analisi del match : Dopo una partenza a rilento siamo riusciti a recuperare lo svantaggio, quando poi la palla viene fermata due volte sulla linea di porta ed in altrettante occasioni l’estremo difensore avversario compie dei miracoli ti rendi conto che la serata non sarà certo da incorniciare. Già una volta mi era capitata un’esperienza del genere, quando affrontai il Pescara di Zeman, però fortunatamente quella volta fui io a passare il turno dopo una serie interminabile di rigori. Proprio il Pescara sarà il prossimo avversario della Juve Stabia sabato prossimo: All’Adriatico sarà battaglia vera, non abbiamo paura di nulla e di nessuno. Affronteremo un avversario che punta alla serie A con la consapevolezza dei nostri mezzi, poi sarà il campo a decidere chi avrà ragione. Un’ultima riflessione, poi, sulla sua esperienza in maglia gialloblu e sulla rivalutà, tra i pali, con il rumeno Branescu: La competizione con Branescu rappresenta solo uno stimolo in più, è un portiere classe ’94 con prospettive straordinarie dinanzi a s√©. Io continuerò ad esprimermi come ho sempre fatto puntando sul mio coraggio e su un pizzico di follia, esco sempre dai pali per aiutare i difensori sulle palle alte. Poi, come a me spetta parare, spetterà a Braglia decidere di volta in volta chi impiegare. Spero di onorare questa splendida tifoseria conquistando la salvezza anche con il mio contributo, sono cresciuto in curva e so cosa vuol dire soffrire per la propria squadra. Se sono venuto qui è soprattutto merito di questo splendido contesto.

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