Inter-Napoli. Gli “Interisti Stalinisti” su Facebook: “Se sei razzista non sei interista”

Un bagliore in fondo alla follia, quella di ieri a cui si è assistito dentro e fuori San Siro. L’ennesima macchia sul calcio italiano, che ancora una volta a livello di ordine pubblico e di senso civile e civico si perde nei meandri di un bieco odio verso il diverso. Qualche ora fa, infatti, la pagina Facebook di tifosi interisti “Intersisti Stalinisti” tramite un lunghissimo pensiero prende posizione su quanto accaduto nella serata di ieri.

Riportiamo l’integrale post.

“Chi tifa Inter ed intona cori razzisti ha palesemente frainteso – o ignora del tutto – lo Statuto della Beneamata; cos√¨ come chi si reputa interista ignorando tuttavia i principi cardine sui quali la Beneamata √© stata fondata non merita di amare una cosa cos√¨ bella e pura come l’Internazionale di MIlano.
E allora, Compagni, tocca a noi ribadirlo.
Noi Interisti che nella Madre Africa abbiamo storicamente trovato rifugio facendone la nostra seconda patria, amando ed adottando fratelli di nome Martins, Kallon, West, Ince, Eto’o come fossero i nostri parenti più prossimi ed intimi.
Noi interisti che abbiamo pianto per gente come Kanu Nwankwo, disposti a ceder lui un pezzo del nostro cuore pur di vederlo gioire e correre con i nostri colori.
Noi interisti che, con la Nigeria dello stesso Kanu (e Martins) prima e con il Camerun di Wome ed Eto’o od il Senegal di Fadiga poi, abbiamo sognato la finale di Coppa del Mondo.
Noi Interisti, che prima d’esser tali siamo Internazionalisti in quanto fratelli del mondo, dobbiamo esser pronti a schierarci, ad esprimere il nostro dissenso e a prendere posizione contro una realtà che, nel 2018, è impossibile accettare.
Nel calcio come in società.
Perch√© sapete, Compagni, è del tutto ridicolo strumentalizzare lo schifo, perch√© di questo si tratta, al quale assistiamo ogni domenica – a proposito, allo juventus Stadium di cori razzisti e di “Vesuvio lavali col fuoco” se ne intonano ogni venti minuti, eppure nessuno pare sentirli – salvo poi restare indifferenti quotidianamente, quando nella nostra città, qualsiasi essa sia, assistiamo inermi al declino umano, alla morte civile ed all’abbandono di quei valori solidaristici che la Res Pubblica, proprio come l’Internazionale, ci impone di osservare.
Perch√© sapete, Compagni, è del tutto ridicolo indignarsi ed esprimere solidarietà al calciatore di turno – come è giusto e sacrosanto che sia – salvo poi chiudere quotidianamente gli occhi dinnanzi al povero senegalese che vi vende l’accendino o dinnanzi all’indiano che vi vende le rose, come se questi fossero poi cos√¨ diversi dal Koulibaly, dal Muntari e dall’Eto’o che tirano calci ad un pallone.
Perch√© sapete, Compagni, è del tutto ridicolo indignarsi – come è giusto e sacrosanto che sia – dinnanzi agli ululati ed ai “bu” razzisti in uno stadio se poi per decenni si votano governi – di pseudo sinistra o di ultra destra – che sulla pelle di questi poveri fratelli disperati si arricchiscono, trattandoli come carne da macello ed offrendo loro un posto letto in campi di concentramento con la scusa della “accoglienza”, quando l’unica cosa che son disposti ad accogliere sono i finanziamenti comunitari per miliardi di euro.
Perch√© ancora, Compagni, è del tutto ridicolo indignarsi – come è giusto e sacrosanto che sia – dinnanzi agli ululati ed ai “bu” razzisti in uno stadio se poi, quotidianamente, si etichetta, anche solo ironicamente – un’ironia piuttosto britannica, direi – il collega meridionale quale “terrone” (come se fosse un male, peraltro, aver lavorato, possedere ed amare la terra).
Perch√© è proprio grazie ad imbecilli come loro, come voi, come noi, che pare passare in secondo piano la morte di un fratello, di qualsiasi colore e di qualsiasi squadra esso sia, che una domenica qualunque ha deciso di seguire e urlare per la propria squadra.

Ebbene, Compagni, siate Interisti e siatelo sempre, siate pronti ad indignarvi e schierarvi non solo quando il razzismo tocca il vostro calciatore preferito – l’altro ieri Eto’o, ieri Koulibaly e domani chissà chi – ma siatelo altres√¨ quando in metro assistete allo sfogo del bullo-di-quartiere che sfoga la propria bile contro l’africano, l’indiano ed il cinese di turno.
Siate Interisti – e non sinistrati-buonisti-negazionisti – anche quando è lo “straniero” a sfogare la propria disperazione, la propria fame legittima, contro l’indifeso/a di turno.
Siate Interisti e siatelo sempre.
Siate Interisti e siate francesi. Senegalesi. Turchi. Camerunensi. Napoletani. Argentini. Palermitani. Colombiani. Sardi. Cinesi. Tarantini. Brasiliani. Meridionali.
Siate Interisti e siate umani, fratelli del mondo.
Il razzista non è mio amico.
Il razzista non è Interista: perch√© o sei razzista o sei Interista.

[ComIntern per una via culturale all’Interismo, #NoToRacism, #Koulibaly, 27 dicembre 2018]”

Cristina Mariano