La Gelbison non si rialza più. Al “Giordano” di Castelnuovo Cilento arriva l’ennesima batosta: la Vibonese passa 0-2 con una facilità imbarazzante, lasciando i vallesi a leccarsi le ferite dopo la quinta partita consecutiva senza vittorie. Una crisi ormai strutturale, che coinvolge squadra, tecnico e società.
La gara dura appena sette minuti: Balla calcia una punizione dalla sinistra che attraversa tutta l’area e si infila in rete con la difesa della Gelbison immobile e distratta. È il simbolo perfetto di un gruppo che sembra aver perso completamente concentrazione e orgoglio. Il resto del primo tempo è un monologo calabrese: Musy e ancora Balla sfiorano più volte il raddoppio, mentre i padroni di casa non danno mai la sensazione di poter reagire.
Nella ripresa, la musica non cambia. La Gelbison è spenta, prevedibile, senza idee. La Vibonese controlla e al 70’ chiude i conti con Castillo, che fulmina il portiere con un destro potente e preciso per lo 0-2 definitivo. Fischi sonori al triplice fischio e volti scuri sugli spalti del “Giordano”: la pazienza della piazza sta finendo.
Una sconfitta pesante non solo nel risultato, ma soprattutto nel modo in cui è arrivata. La squadra, costruita per lottare ai vertici, appare svuotata di ogni certezza e incapace di reagire alle difficoltà. Il paragone con la Gelbison dello scorso anno, che aveva gettato al vento un campionato da protagonista, oggi fa quasi male: questa versione è ancora più fragile e disorganizzata.
Il Girone I è certamente più duro di quello G, ma non può essere un alibi. La Gelbison è in caduta libera e la società di patron Puglisi deve intervenire subito, con decisioni forti e coraggiose, prima che il crollo diventi irreversibile e la stagione si trasformi in una disfatta completa.




