FutsalHERO. L’incredibile palmarès del pupillo di Pelè: Robinho

Futsal: parola di origine portoghese, composta dalla fusione di fùtbol (calcio) e salòn (salone), letteralmente calcio al coperto. Le radici di questo sport risalgono agli anni ’30 del secolo scorso, quando un professore dell’Università di Montevideo, Juan Carlos Ceriani Gravier, scrisse le regole per adattare il calcio ai campi da basket. In Italia conosciuto come calcio a cinque (da non confondere con il calcetto) è sotto l’egida della LND. Il futsal è una vera e propria Disciplina, con tanti schemi più vicini al basket che al calcio, eppure di quest’ultimo è considerato erroneamente come un figlio minore, seppur spesso è invece il ‚Äò’padre” di alcuni talenti. Vi siete mai chiesti il perch√© alcuni dei migliori calciatori al mondo sono cos√¨ bravi? Alcune delle risposte possibili a questa domanda possono essere trovate proprio nel futsal.

Con questa rubrica, la redazione di Sport Campania vuole raccontare le tante storie di talenti provenienti dal calcio a cinque. Oggi il mirino è puntato su Robson de Souza conosciuto semplicemente come Robinho. Nato nel sobborgo di Ber Mar a Sao Vicente Brasile, nel 1990 a sei anni giocava nell’Associa√ßao Atletica dos Portuarios, squadra di futsal in cui a soli 9 anni mise a segno ben 73 reti nell’arco della stagione. Passa al glorioso club del Santos, dove hanno militato tanti campioni brasiliani, uno su tutti Pelè, con la cui maglia conquista il campionato Under 17 dello Stato di San Paolo. L’anno dopo firma il primo contratto da professionista, nelle tre annate successive vince due campionati, nel 2002 e nel 2004, in quest’ultima stagione si aggiudica la Boula de Ouro come miglior giocatore brasiliano. All’età di venti anni su di lui piomba il Real Madrid, in ‘camiseta blanca’ resta tre stagioni, inscrivendo altri due titoli sul palmarès personale, seppur vivendo fortune alterne. Passa poi al Manchester City, con la maglia dei Citizens chiude al quarto posto la stagione 2008/09, ma un infortunio lo allontana l’anno successivo fino al ritorno al Santos, dove supporta la squadra alla conquista del campionato e della Coppa del Brasile. Nel 2010/11 approda al Milan, in rossonero risulta essere il calciatore più impiegato e prolifico della stagione, conquistando scudetto e Supercoppa. Altre due stagioni in chiaroscuro lo allontanano nuovamente, cos√¨ nonostante un contratto fino al 2016 finisce in prestito al Santos, suo vecchio amore. Con la maglia della Nazionale altri tre trofei, la Sele√ßao verdeoro gli regala due Confederations Cup (2005 e 2009), in mezzo la Coppa America 2007. “Quando l’ho visto toccar palla per la prima volta mi è venuta la pelle d’oca. Il suo dribbling è devastante, pari solo alla sua semplicità. Mi sono rivisto in lui”. Questo il commento di Pelè sull’asso brasiliano, esploso grazie alla velocità di movimento ed alla destrezza emozionante con cui si muove sul campo, due qualità già ineccepibili che unite alla capacità tecnica lo hanno reso un calciatore importantissimo anche per la Sele√ßao. Tanti aspetti tecnici e tattici appresi dal futsal, come lo stesso Robinho dichiarò in un’intervista di qualche anno fa: Ho praticato questo sport dai 4 ai 14 anni e grazie al calcio a 5, posso affermare di avere una ottima base tecnica. Il talento brasiliano si è spesso distinto per i movimenti le giocate tipiche del futsal: Mi considero molto abile a giocare la palla di prima e ho confidenza con i dribbling rapidi e negli spazi stretti proprio per aver praticato il calcio a 5.

Non resta che darvi appuntamento alla prossima uscita, in cui vi narreremo le gesta di un altro talento, perch√© un buon futsalero può essere un gran calciatore, più difficile si avveri il percorso inverso!

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