Fressuriello. Patron Falco: “Voglio la C2 o lascio. La serie D è solo un salvadanaio”

Tra gli astri nascenti del futsal campano c’è sicuramente anche il Fressuriello calcio a cinque, squadra savianese all’esordio in serie D. La compagine biancoazzurra ha inanellato una striscia di 7 vittorie, grazie alla quale si è issata indiscutibilmente in testa alla classifica del girone E. Il cammino dei biancoazzurri non è però privo di rimorsi, nelle due gare in cui il Fressuriello è uscito senza punti mancano anche i tabellini del match. Un dato curioso dettato dal fatto che entrambe le sconfitte sono arrivate dalla Giustizia Sportiva: la prima, all’esordio in casa, quando la gara contro il Real San Giuseppe fu sospesa con sconfitta a tavolino per entrambe, a causa di intemperanze di tesserati e tifosi; la seconda sempre contro la squadra vesuviana, stavolta a campi invertiti, per la decisione di non presentarsi al Murialdo. Due passaggi a vuoto che non hanno comunque intaccato il primato della squadra savianese, attualmente a tre lunghezze sulla prima inseguitrice Nola Five Soccer. E’ cos√¨ che, in esclusiva per i suoi lettori, la redazione di Sport Campania ha intervistato Giuseppe Falco, il presidente del Fressuriello C5.

Presidente, quali i segreti di questo primato?
Il segreto principale è che abbiamo creato un grande gruppo. Un’unica amalgama tra società e calciatori. Ci confrontiamo continuamente, anche con il supporto delle varie applicazioni informatiche, le quali ci permettono di poter dire ognuno la sua, senza che si vengano a creare malumori inutili. La nostra forza è sicuramente il gruppo.

Sette vittorie in nove gare, eppure poteva essere en plein, se non fosse per i due controversi scontri con il San Giuseppe. Quali sono i motivi che vi hanno portato alla decisione di non disputare il ritorno al Murialdo ?
I motivi che ci hanno portato a questa drastica decisione sono vari. Anzitutto, ci sentivamo in difetto nei confronti del futsal San Giuseppe, che, per quanto accaduto nella prima gara di campionato principalmente per colpa nostra, ha dovuto perdere i tre punti a tavolino. Quindi è stata una sorta di risarcimento per quel brutto episodio, e per il suo epilogo. In secondo luogo ho voluto tutelare i miei calciatori riguardo ad una trasferta che poteva essere a rischio, visto il precedente dell’andata, e visto che dalla parte della federazione non c’è stata nessun tipo di garanzia di tutela nei confronti della nostra squadra, e per questo sono oltremodo arrabbiato e rammaricato.

Nei match disputati solo vittorie, lo ritiene un miracolo o il risultato di un programma?
Il nostro obiettivo è vincerle tutte. Per questo motivo ogni sabato scendiamo in campo con l’obiettivo di portare il cuore al di là dell’ostacolo. Cerchiamo sempre di disputare le gare dando il massimo. Difendiamo, ripartiamo e segniamo. Abbiamo, secondo me, il migliore attaccante della categoria e il miglior portiere, che in più di un occasione ha salvato il risultato. Elementi singoli in un gruppo coeso, una squadra con un gioco spumeggiante: quando li vedo giocare sembra di essere in un videogioco.

Adesso però si rifà sotto il Nola, già battuto in campionato, è la vera rivale per la vittoria o crede ci siano altre squadre da temere?
Sinceramente, non per peccare di presunzione, ma abbiamo già superato il Nola in trasferta superandoli di tre reti. La squadra che mi ha dato la miglior impressione è sicuramente il Futsal Cisterna. Però credo che, superando quanto accaduto, la nostra vera antagonista alla vittoria finale sia il Real San Giuseppe.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro, immediato e oltre?
Intanto puntiamo a salire di categoria per poi dar vita, il prossimo anno, anche ad un settore giovanile. Vorrei creare una scuola calcio, prettamente di calcio a cinque, radicata sul territorio. Vogliamo allargare il progetto e coinvolgere sempre più persone, ed in parte ci stiamo già riuscendo visto che siamo passati da pochi tifosi nella prima gara, alle centinaia presenti all’ultima uscita. Un numero cospicuo che alle volte non si vede neppure nella serie A del futsal.

La serie D è un campionato controverso, lo considera il primo gradino o l’ultima categoria della Disciplina?
Mi dispiace dirlo ma secondo me non siamo considerati neanche l’ultima categoria, ma solamente un bacino da cui attingere soldi, di cui poi non si sa come vengono spesi. Per fare un esempio, sull’episodio con il San Giuseppe ho percepito un vero e proprio disinteresse da parte del Comitato Regionale. Se non fosse per chi racconta questo sport con passione, come lo fate voi, non avremmo la bench√© minima considerazione. Per non parlare degli arbitri, assolutamente non all’altezza, che ci mandano alle varie partite. Una categoria, secondo me, destinata a morire.

Secondo lei questo è un problema generale, o solo relativo al futsal campano?
Non saprei dirlo. So solo che quest’anno, alla mia prima esperienza nel futsal, ho avuto modo di tastare una disorganizzazione totale. Due episodi mi hanno impressionato negativamente: la partita a Capri in cui, dopo la sveglia presto e il viaggio sull’isola, ci avvisano che la gara non si gioca in quanto l’arbitro ha perso l’aliscafo; l’altro riguarda il match con la Real Amicizia, per il quale ci avvisano all’ultimo momento che la gara si disputa su un altro campo. A Capri fu davvero spiacevole, con ulteriori problematiche create dalla sospensione delle corse per far rientro a casa. La serie D oggi è una categoria in cui regna la più totale confusione e non nego che, se non riuscissimo ad agguantare la promozione in serie C2, potrei anche pensare di lasciare.

Fabio Sposito