Allegri dopo l’1-1 del Franchi: rabbia per un pari che non basta, la scelta di lasciare De Bruyne al posto di Vergara e il timore per Anguissa alla vigilia della sosta
Nel dopo-partita del Franchi, Massimiliano Allegri analizza senza giri di parole il pareggio del suo Napoli con la Fiorentina. Il tecnico chiede più rabbia alla squadra, spiega perché Vergara è rimasto in panchina, parla del possibile nuovo problema fisico di Anguissa e fa il punto sui sette punti raccolti finora, guardando alla sosta.
Il problema delle scelte sotto porta
“Dobbiamo risolverlo, non abbiamo alternative: ogni problema ha la sua soluzione e va cercata. Se oggi ce ne andiamo contenti per un pareggio, vuol dire che qualcosa non funziona. Dopo una gara così ci si deve arrabbiare. Le occasioni le abbiamo create, contro una Fiorentina valida che nel primo tempo ha colpito due traverse. Stiamo crescendo in difesa, sia quando ci abbassiamo sia quando costruiamo, ma dentro l’area ci manca ancora un po’ di freddezza e di cattiveria.”
Vergara pronto, poi il cambio di idea
“In quel momento Vergara poteva darci una mano, ma all’ultimo ho cambiato idea. Mancavano cinque minuti e ho scelto Anguissa, che credo si sia risentito di nuovo. Abbiamo venti giorni di pausa davanti e speriamo che recuperi. De Bruyne l’ho lasciato in campo perché, con la classe che ha, poteva inventare una giocata o un passaggio in verticale decisivo.”
Il bilancio alla sosta
“Se guardiamo i punti, nelle ultime due gare ne abbiamo presi tre in casa e uno in trasferta. Il giudizio su una prestazione dipende molto dall’esito: a Milano avevamo giocato bene e siamo usciti sconfitti, con il Como la gara era stata buona ma abbiamo concesso due gol facilissimi. Anche oggi in uscita palla abbiamo corso parecchi rischi, quindi c’è da lavorare. Sette punti sono pochi, potevamo raccoglierne di più, e così non si scala la classifica. Dopo la sosta serve un impegno maggiore da parte di tutti, e parto da me.”
De Bruyne e Vergara, l’esperienza e il rischio
“In quel frangente contava l’esperienza. La partita stava rallentando e De Bruyne poteva regalarci l’ultimo passaggio, una qualità che Vergara non ha: Antonio è un ottimo giocatore, ma è più portato all’inserimento. Ho corso un rischio inserendo Anguissa e, purtroppo, pare che abbia avvertito di nuovo un fastidio all’inguine. Se avessi mandato in campo Vergara e ci avessero punito in contropiede, cosa mi avrebbe detto lei oggi? Ragionare con il senno di poi non porta da nessuna parte. La gara l’abbiamo giocata bene, ci è mancato solo quel tassello negli ultimi quindici metri.”
Neres, la sosta e la rosa al completo
“L’ultima partita che Neres ha giocato per intero risale a gennaio dell’anno scorso: è passato quasi un anno, è come se fosse rientrato da un crociato. Per rimetterlo a posto conosco una sola strada, farlo giocare. Durante la pausa faremo due amichevoli, per ritrovare la condizione non solo con lui ma anche con Beukema e Badiashile, che sono giocatori importanti. Al rientro ci sarà bisogno di tutti: col passare delle partite la fatica vera sono le trasferte, tra viaggio e ritorni a notte fonda. Per questo servono tutti al meglio.”




