”Non sono un dittatore, sono un pilota della Red Bull. Ma mi aspetto il team mi interpelli sulla scelta del secondo pilota”. Sebastian Vettel spegne oggi 26 candeline e festeggia il compleanno chiarendo qual e’ il proprio ruolo all’interno della scuderia iridata. Il pilota tedesco non vuole essere descritto come il vero capo del team con cui ha conquistato 3 titoli mondiali negli ultimi 3 anni. ”Qui non c’e’ nessuna dittatura di Vettel, tutti sono liberi ma io mi aspetto che ognuno prenda sul serio le cose come faccio io”, dice alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. ”Ovviamente sono coinvolto nelle questioni che riguardano lo sviluppo della monoposto e mi aspetto anche che mi chiedano chi vedrei come secondo pilota”, dice toccando l’argomento d’attualita’ ai box. Alla fine della stagione la Red Bull salutera’ Mark Webber. L’australiano ha gia’ annunciato che lascera’ la Formula 1 per passare al volante della Porsche e scendere in pista, tra l’altro, anche nella 24 ore di Le Mans. La Red Bull scegliera’ l’erede solo alla fine del Mondiale 2013. I nomi piu’ gettonati sono quelli di Kimi Raikkonen, Daniel Ricciardo e Jean-Eric Vergen. ”Non e’ una decisione che compete a me. Non sono io che mi siedo al tavolo e dico a qualcuno: ‘Firma qui’. Non e’ il mio lavoro, io sono un pilota e come tale devo gareggiare”, dice Vettel. ”E’ il mio quinto anno qui ma non sono il team principal. Posso avere una certa influenza sulle motivazioni della squadra, sull’atmosfera nel paddock… Tutti sanno cosa voglio e questo non crea nessun problema agli altri. Ovviamente sono esigente, voglio che tutti siano disciplinati e facciano bene il loro lavoro come io faccio il mio”, aggiunge. (adnkronos)
F1. Vettel: “Red Bull mi interpelli sulla scelta secondo pilota”
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