Il montaggio invertito delle gomme posteriori, la pressione eccessivamente bassa degli pneumatici, l’adozione di angoli di camber spinti, i cordoli particolarmente aggressivi in curve veloci. Sono queste, secondo la Pirelli, le cause che hanno prodotto l’esplosione degli pneumatici durante il Gp di Gran Bretagna andato in scena domenica a Silverstone. I fattori, evidenzia la casa italiana in una lunga nota, ”hanno agito in maniera combinata tra loro”.
La prima causa indicata e’ il ”montaggio invertito delle gomme posteriori, e cioe’ il collocamento dello pneumatico destro al posto di quello sinistro e viceversa, sulle vetture interessate dalla rottura. L’inversione delle gomme ne compromette, in determinate condizioni, l’ottimale funzionalita’. In particolare, la parte esterna e’ progettata per sostenere le severe sollecitazioni che si sviluppano soprattutto in curva in un circuito cosi’ impegnativo come Silverstone, con veloci curve a sinistra e alcuni cordoli particolarmente aggressivi”.
Il fornitore del circus fa notare che ”l’inversione tra le gomme e’ una pratica che e’ stata sottovalutata da tutti, in primis da Pirelli che non ne ha impedito l’adozione”. La seconda concausa e’ costituita dal sottogonfiaggio degli pneumatici che ”contribuisce a rendere ancora piu’ stressanti le condizioni di utilizzo degli pneumatici”. Queste scelte, su cui la casa italiana non ha controllo, ”in certe condizioni possono rivelarsi pericolose. A tal fine Pirelli ha chiesto alla Fia che in futuro i relativi parametri siano oggetto di puntuale verifica.

