Emergenza Covid-19 e calcio. Si spera nella sospensione, domani consiglio direttivo

Con il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, quindi l’isolamento della Lombardia, di una parte del Piemonte, e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia, Pesaro e Urbino, Padova, Venezia, Treviso, si è iniziato a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di sospendere i campionati, quanto meno fino al 3 aprile.

Il problema si è posto già nella mattinata di oggi, quanto le gare di recupero della scorsa giornata sono state prima fermate, per poi procedere alla regolare calendarizzazione. Intanto si attende martedì per capire come la Lega Serie A e le altre Federazioni Professionistiche vorranno muoversi in tema di sospensione tutti a udienza dal Ministro Spadafora, favorevole alla sospensione.

Domani, invece, è previsto, secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, un consiglio direttivo a Roma, dove si deciderà sul da farsi dalla Serie D in giù. Le squadre dei campionati dilettantistici, infatti, non vogliono allenarsi per paura di contagio e di propagazione del Covid-19. Attualmente non si sa quali saranno le decisioni, ma soprattutto si vive in un limbo. Secondo i dispositivi del Comitato regionale Campania, la prossima settimana dovrebbe riprendere regolarmente il campionato, ma, causa paura, sarà difficile avere calciatori sia in allenamento, che nelle partite ufficiali, che comunque dovrebbero svolgersi, secondo il Decreto Ministeriale del 4 marzo a porte chiuse. Si pone, quindi, sia il problema economico, che quello sanitario, con i presidenti e i dirigenti più propensi a salutare definitivamente questa stagione.

Stesso dicasi anche per la Serie D, dove, però, a rendere meno complicata la situazione è la pausa di calendario per il Viareggio Cup, già rinviato nei giorni scorsi. Il 15, quindi, le squadre non sarebbero comunque scese in campo, per poi tornare a porsi il problema per la settimana del 22 marzo. Un ragionamento che coinvolgerebbe, comunque, solo i gironi che non erano già preventivamente sospesi nelle scorse settimane. L’arrivo del nuovo Decreto ha reso impossibile, quindi, qualsiasi movimento fino al 3 aprile, salvo modifiche che potrebbero essere prese in considerazione in base all’evoluzione della situazione. A questo punto, continuerebbe la sospensione del campionato dei gironi settentrionali che coinvolgono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Liguria, mantenendo in una posizione impari lo svolgimento dei campionati, che farebbe slittare anche la poule scudetto.

Nella giornata di domani, dovrebbe quindi arrivare una decisione sul prosieguo di questa stagione calcistica. Non sarà, in ogni caso, una decisione semplice, anche a livello legislativo. Una volta deciso, eventualmente, di chiudere anticipatamente le stagioni agonistiche, ci sarebbe da capire come muoversi per promozioni e retrocessioni. Una materia non prevista in alcun regolamento e in alcuna Legge vigente. Da qui, quindi, scaturirebbe anche la necessità di una Legge ad hoc, per capire da dove ripartire nella prossima stagione. Ad oggi, infatti, si dovrebbe partire con le stesse squadre con cui si è partiti in questa stagione, scelta che farebbe piacere a chi lotta per la salvezza o chi sembra ormai condannato alla retrocessione. Prevedibilmente meno felici, invece, coloro che lottano per la vittoria del campionato, o vicini alla promozione.