Diego. “Napoli? De Laurentiis non mi vuole”

Prosegue il tour mediatico italiano di Diego Armando Maradona, stasera ha partecipato alla trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio, in diretta sulla Rai in prima serata. El Pibe de oro è apparso in ottima forma, accompagnato dalla fidanzata Rocio Oliva, era in completo nero con un curioso crocifisso sul lato posteriore della giacca.
Diversi gli argomenti toccati dal D10S del calcio, un vero e proprio emblema non solo per il popolo azzurro, ma per tutti gli amanti del calcio a livello mondiale.

IDOLO – “Tu sai che ho disputato l’80% della mia carriera in Italia, per tutto quello che ho fatto, grazie a Dio, non sarò mai un uomo comune. Vado in vacanza in paesi in cui il calcio non è seguito, altrimenti non riuscirei a rilassarmi. Spesso mi capita di incontrare persone che mi dicono di avergli salvato la vita, magari erano inviati in Iraq, c’era la guerra e mostrando una mia foto li hanno lasciati passare. Ma io non ho mai voluto l’esempio di nessuno. Gli unici esempi sono il padre e la madre. Io posso essere da esempio, in parte, sul campo da calcio. Ma finisce l√¨”.

DROGA – Diego ritorna indietro con la memoria, al periodo buio della sua carriera e, soprattutto, della sua vita di uomo e di padre, quello della tossicodipendenza: “Io non ho avuto, grazie a dio, dottori, psicologici perch√© per questo ci sono dei valori, come l’amore di una figlia che non ti può dare nessuno. La droga è tanto cattiva, difficile da sconfiggere. L’amore e l’affetto delle mie figlie mi hanno salvato. Non mi drogo più da dieci anni”.

LA MAGLIA – “Il numero dieci? Una volta era un simbolo, adesso lo indossa chiunque. Il gol del secolo? Sapevo che andavo a segnare, Shilton non ha capito niente…”.

BOCA O RIVER – “Io ho sempre voluto giocare nel Boca. Loro non avevano soldi, e mi hanno comprato a cambio di un appartamento, non so bene dove… E uno dei gol più belli resta quello al River nel 1981”.

IL PIU’ GRANDE – “Il giocatore più forte dopo di me? Ma ce ne sono stati tanti: Careca, Rijkaard, Gullit, Van Basten, Matthaeus… Io non so se oggi i giocatori sono più forti o meno. A volte sembra giochino per le pubblicità, si cambia maglia facilmente, una volta non era cos√¨”.

EVASIONE FISCALE – Ancora un tema attuale, quale la persecuzione fiscale da parte dell’Equitalia: “Non sono un evasore e lo dico senza problemi a Equitalia. Si occupino di chi ha firmato i contratti, di Coppola o Ferlaino, che oggi possono girare indisturbati. A me invece tolgono gli orecchini, gli orologi, oggi non metto più nulla. Alcuni sponsor si sono offerti di pagare il mio debito per farsi pubblicità, io ho detto di no, perch√© non sono un evasore. Voglio la verità. Chi si fa pubblicità è l’Equitalia che mi cerca continuamente, ma hanno altro da fare, il loro lavoro non è Maradona. Io non mi nascondo”.

NAPOLI
‚Äî Sul Napoli e sulla voglia di allenare la squadra azzurra dopo Benitez: “Alla guida del Napoli? Mi piacerebbe, ma non accadrà con De Laurentiis: non mi vuole”.

BRASILE 2014 ‚Äî “L’organizzazione di un grande evento rappresenta un sacrificio grande per la gente, credo ci siano cose più importanti che il Brasile vinca una Coppa del Mondo. Loro hanno Mondiali ed Olimpiadi: e’ un costo molto alto per la gente, che prima si deve far mangiare bene”. Non manca mai di inviare una frecciatina agli Usa, soprattutto al modo di fare e governare degli americani, che ha sempre disdegnato: “Gli americani credono di comandare il mondo, ma noi non siamo americani”.

Questa l’ultima tappa di Diego, che ha salutato tutti dando appuntamento al prossimo viaggio in Italia.

 

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