Calcio & Anarchia. Lega B contro tutti: Consiglio di Stato per restare a 19

Telenovela ancora in corso nella Federazione Giuoco Calcio, o meglio nella Lega Serie B. La reggenza commissariale ha causato solo problemi avvallando un capriccio federale che non sta bene a nessuno, se non a pochi.

Subbuglio, malcontento e caos. Sono questi gli ingredienti di questa stagione calcistica nel mondo professionistico, che non sembrano proprio andare a risolversi. Sembrava tutto finito, sembrava che il TAR avesse scritto la parola “fine” sull’irregolare format a 19 squadre.

Non è cos√¨, almeno non ancora. Durante l’assemblea straordinaria della Lega di Serie B infatti gli interessati hanno deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato impugnando la sentenza di ieri. Una presa di posizione, un abuso di forza che preme sull’insensata volontà di continuare a portare avanti qualcosa che non ha nessuna regolarità.

Ricordiamo, infatti, che quanto avvenuto in estate esula da ogni regolamento, dove invece, è scritto a chiare lettere che un cambiamento sul format sarebbe dovuto avvenire prima dell’inizio del nuovo campionato. Ogni richiesta, quindi, sarebbe dovuta pervenire entro il 30 giugno scorso. Ciò non è avvenuto e al contrario, la decisione di optare per il format a 19 si è rivelata una vera e propria subordinazione.

Separazione, ma solo in parte, delle tre leghe professionistiche. Lo spiegò ai nostri microfoni proprio il neo-presidente FIGC, Gabriele Gravina negli anni scorsi. “I candidati devono parlare di metodo di lavoro, di prospettive, ma non possono dire quello che loro non possono realizzare senza il consenso delle leghe […] I candidati possono proporre quello che sta nelle loro corde, non possono proporre cose che poi dipendono da altri” (LEGGI QUI PER L’INTERO ARTICOLO).

Si può proporre, ma le decisioni si prendono in comune accordo. Si può proporre, ma alla fine a decidere è sempre la FIGC. Questo è avvenuto solo in parte, Fabbricini ha avvallato ciò che la Lega B ha imposto e vuol continuare ad imporre.

Al centro della discussione ora c’è la riorganizzazione del campionato cadetto, l’inserimento delle squadre mancanti, capire chi ha diritto di risalire, se riaprire o meno i criteri di ripescaggio. Tutti aspetti per cui gli organi interessati dovranno davvero sbattere la testa per non stravolgere, per non complicare, per aggiustare. Un vero e proprio guaio che si sarebbe potuto evitare sin dal 19 agosto, quando l’assemblea della Serie B ha imposto un’irregolarità che coinvolge tutte le categorie dalla cadetteria in giù, in parte o interamente.

All’orizzonte, intanto, appare un nuovo blocco del campionato, ancora uno stop, ancora un ritardo nel caso in cui davvero torni tutto come regolamento prevede.

Cristina Mariano