Basket Succivo. La Livio elimina la Virtus Piscinola nella violenza del “Severino”

La violenza e gli atti di vandalismo sono calamità che non hanno nulla in comune col mondo del basket e dello sport in generale. Non è comunque accettabile in nessun modo che complimenti e auguri all’avversario(vinto o sconfitto) vengano sostituiti dall’uso della violenza.

√à inconcepibile che sui campi di sport si verificano cose come quelle realizzatesi l’altro ieri sul parquet della Virtus Piscinola 1945 . La Livio Tatto Basket, squadra succivese della provincia di Caserta, nel suo primo anno nel campionato di serie D si è qualificata con ottime prestazioni e si sta giocando i playoff per l’accesso alla Serie C. Di fronte si ritrova un avversario ostico, altrettanto preparato: la Virtus Piscinola. La squadra di mister Vincenzo Cimminiello ha battutto tra le mura amiche il team di mister Cupito in gara 1 del 28 aprile 61-53 ma in gara 2 ,disputatasi il 1 maggio, al Palazzetto dello Sport, la Livio Tattoo gioca la gara perfetta e batte 88-60 la Virtus cos√¨ rimandando la qualificazione in gara 3 del 5 maggio ore 20:00, di nuovo a Piscinola. Qui Fiore, Speranza e compagni per la seconda volta consecutiva risultano essere immarcabili per la difesa napoletana ed espugnano il loro campo col risultato fissato sul 61 Piscinola 70 Succivo.

I gialloblù eliminano quindi padroni di casa e accedono cos√¨ alla semifinale playoff che si giocherà contro la forte Potenza. Ma proprio dopo il fischio finale si verifica il fatto vergognoso. Al Domenico Severino Cupito, il dirigente Pomponio e i propri tesserati non hanno nemmeno avuto l’occasione di poter gioire con i propri tifosi e le famiglie accorse al campo per la partita condotta magistralmente, che sono stati aggrediti pesantemente e violentamente da giocatori e dirigenti avversari i quali hanno dato vita ad una vera e propria caccia all’uomo. Fortunatamente per la squadra succivese non si sono riportate gravi conseguenze anche grazie alle forze dell’ordine che sono riuscite ad intervenire al fine di evitare il peggio, ma quando ormai il grave fatto era stato compiuto.

Davide Brasiello