Avellino, un punto sofferto contro il Venezia che profuma di impresa

Al “Partenio-Lombardi” finisce 1-1 tra Avellino e Venezia, con i biancoverdi di mister Biancolino che esultano come per una vittoria dopo una gara vissuta quasi interamente in apnea contro una delle squadre più forti del campionato. I lagunari, superiori sul piano tecnico e del palleggio, costruiscono tantissimo ma non riescono ad andare oltre il pari contro un Avellino generoso, compatto e trascinato da un Daffara clamoroso.

Il Venezia comanda, l’Avellino colpisce.

Gli ospiti impongono subito il proprio ritmo, sfiorano il vantaggio più volte e colpiscono due traverse, dando la sensazione di poter sfondare da un momento all’altro. E invece, alla prima vera sortita offensiva, sono i campani a trovare il gol: minuto 41, cross perfetto di Sounas, controllo da attaccante vero di Missori e sinistro che batte il portiere veneto. Cinismo puro, mentre i lagunari avevano già creato almeno cinque o sei occasioni limpide.

La ripresa si apre con la reazione ospite.

Il Venezia torna dagli spogliatoi con ancora più determinazione e trova subito il meritato pareggio grazie a una conclusione violentissima di Svoboda dal limite. A quel punto ci si aspetta il ribaltone, ma la porta irpina diventa territorio proibito: Daffara alza la saracinesca e disinnesca tutto ciò che gli arriva addosso, tenendo in piedi un Avellino sempre più stanco ma eroico.

Finale teso e un gol annullato che fa discutere.

Nel recupero gli ospiti pensano di averla finalmente risolta quando Haaps deposita in rete, ma la gioia dura un attimo: il direttore di gara ferma tutto, ravvisando un’irregolarità nell’azione. Gli arancioneroverdi protestano, il pubblico esplode di sollievo, e l’Avellino porta a casa un pareggio che vale oro.

Un punto che pesa.

Per il Venezia è un’occasione mancata dopo una partita condotta dall’inizio alla fine. Per l’Avellino, invece, è una serata da ricordare: carattere, sacrificio e un portiere in stato di grazia consegnano a Biancolino un risultato quasi insperato ma ottenuto con il cuore.

AVELLINO (4-3-1-2): Daffara; Missori, Enrici, Simic, Fontanarosa; Kumi (89’ Gyabuaa), Palmiero, Sounas (72’ Besaggio); Palumbo (58’ Cancellotti); Biasci (46’ Russo), Tutino (72’ Patierno). A disposizione: Iannarilli, Cagnano, Marchisano, Manzi, Crespi, Lescano, Panico. All.: R. Biancolino.

VENEZIA (3-5-2): Stankovic; Schingtienne, Svodoba, Sidibé (72’ Haps); Hainaut, Doumbia (86’ Segrado), Busio, Kike Perez, Bjarkason (46’ Compagno); Yeboah, Adorante (72’ Fila). A disposizione: Minelli, Grandi, Karac, Venturi, Lella, El Haddad, Duncan, Casas. All.: G. Stroppa.

MARCATORI: Missori (A), Svoboda (V).

ARBITRO: Kevin Bonacina di Bergamo. ASSISTENTI: Paolo Laudato di Taranto e Mattia Regattieri di Finale Emilia.

QUARTO UOMO: Alberto Ruben Arena di Torre del Greco. VAR: Niccolò Baroni di Firenze. AVAR: Emanuele Prenna di Molfetta.

AMMONITI: Yeboah (V).