Atp Amburgo. Super Fognini in rimonta: sul tetto di Germania!

Con il secondo titolo in carriera, conquistato otto giorni dopo il primo, Fabio Fognini si conquista un posto nella storia del tennis italiano. Il nuovo numero 1 del nostro tennis ha compiuto un’autentica impresa, l’ennesima di queste due settimane tedesche che nessun appassionato italiano dimenticherà facilmente, per diventare il primo azzurro a conquistare un ATP 500, il bet-at-home Open German Tennis Championships. Il torneo di Amburgo, dalla storia e prestigio ultracentenari, torna ad avere un nome italiano nel suo albo d’oro, 36 anni dopo Paolo Bertolucci.
Fabio Fognini ha rimontato e battuto il sorprendente qualificato argentino Federico Delbonis per 46 76(8) 62, annullando tre match point nel tiebreak del secondo set.

Grazie al secondo torneo vinto consecutivamente e alla decima vittoria di fila, Fognini entrerà per la prima volta in carriera tra i primi 20 giocatori del mondo. Fabio da luned√¨ sarà il numero 19 del mondo, in ogni caso numero uno d’Italia scavalcando Seppi (l’altoatesino è numero 24). Fabio è già stato il primo giocatore azzurro il 6 giugno 2011.

Nella semifinale di sabato, nemmeno Nicolas Almagro, uno dei più forti specialisti del rosso al mondo, è riuscito a trovare le contromisure allo stato di grazia del ligure. Con la sua nona vittoria consecutiva, il tennista di Arma di Taggia ha raggiunto la sua seconda finale nell’arco di sette giorni.
Fabio ha letteralmente fatto tremare di rabbia Nicolas Almagro, reso furioso e quasi incredulo dalla capacità dell’azzurro di trovare una risposta a qualsiasi iniziativa del tennista di Murcia. Il 26enne di Arma di Taggia ha rispedito a casa il finalista dell’edizione 2011 per 64 76(1).
Fabio non ha perso tempo fin dal principio: il primo game, sul servizio di Almagro, è una lotta che dura 10 minuti. Ne esce vincitore il ligure, conquistando il break che poi si porterà fino al termine del parziale. L’ex top 10 è già in grande difficoltà psicologica: sul 2-0, deve annullare altre tre palle break consecutive per impedire a Fognini di dilagare. Il primo set è assolutamente dominato da Fabio, e solo le 12 palle break salvate da Almagro lo mantengono incerto fino al termine: sul 5-4, il ligure deve anche annullare una palla del 5-5 pari che avrebbe avuto il sapore amaro della beffa. Ma con coraggio e sempre spingendo la palla, Fognini si trae d’impaccio e chiude il parziale dopo 48 minuti.
Il secondo set parte bene, con un altro break in suo favore (2-0), ma le fatiche di due settimane di tennis fantastico iniziano a farsi sentire sulle gambe. Almagro reagisce, rientra e si porta in vantaggio. La partita inizia a seguire i turni di servizio, non senza brividi: adesso è Fabio a dover lottare per difendere il servizio. Quando si giunge al tiebreak, Fabio ha annullato 10 delle 11 palle break concesse allo spagnolo. Una di queste, la più pericolosa, è un set point sul 4-5 30-40: lo annulla con un fantastico diritto vincente anomalo, mostrando una volta di più la sua nuova capacità di mantenere il sangue freddo anche nei momenti più delicati.
Il tiebreak è un piccolo show: il primo punto di Almagro, ovvero l’unico, arriva sul 5-0 per Fognini quando la finale ha già il suo primo protagonista. La partita si chiude con un eloquente doppio fallo di un confuso e furibondo Almagro.

Nei quarti la vittima di Fognini era stato nuovamente Tommy Haas. Già battuto la scorsa settimana a Stoccarda, ha dovuto cedere nuovamente alla strepitosa vena di Fognini, vincitore per 62 64 proprio come sette giorni fa.
Reduce dal successo a Stoccarda, dove domenica scorsa ha conquistato il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, il 26enne ligure aveva raggiunto i quarti battendo lo spagnolo Marcel Granollers, che nel turno precedente aveva eliminato Andreas Seppi, testa di serie numero 6 (62 16 61). L’azzurro si è imposto in due set: 62 64 in un’ora e trenta minuti.

La sorpresa della settimana e avversario di Fabio domenica, Federico Delbonis, nei quarti ha annullato due match point a Fernando Verdasco, prima di prevalere per 67(5) 76(8) 64, al termine di una battaglia durata oltre tre ore.

fonte: www.federtennis.it

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