Una vera e propria rivoluzione. L’Avellino esce dal Partenio-Lombardi con una grande vittoria per il risultato, ma anche per quanto dimostrato in campo. La squadra di Claudio Foscarini ha risvegliato una squadra che sembrava ormai in letargo perenne.
Gli irpini riescono a domare un Perugia che arrivava da sette vittorie nelle ultime otto partite giocate e l’hanno fatto tramite il buon gioco, divertendo e divertendosi. Un aspetto su quale lo stesso Foscarini voleva mettere l’accento e importare del gruppo irpino. I grifoni di Breda sono stati quasi del tutto annullati, soprattutto Mustacchio, Cerri e Di Carmine, i più pericolosi. Molti falli, soprattutto di sponda biancorossa. Mentre tra gli irpini si è rivista l’unità di intenti e la coesione che spesso era assente. Reparti uniti, stretti e che si aiutavano tra loro, soprattutto difesa e centrocampo con il lavoro di De Risio e Di Tacchio sempre pronti a rubare palla e raddoppiare gli avversari.
Castaldo ha giocato 90′ da vero leone, senza accusare problemi o stanchezza, ha trovato due gol, ne ha ricercato ben di più, tra tentativi personali e assist. Ha lottato da capobranco assieme alla sua ombra, D’Angelo, che però ha dovuto alzare bandiera bianca ad inizio del secondo tempo.
E’ arrivata la primavera in casa Avellino, il lupo si è svegliato, Foscarini ha iniziato la sua rivoluzione.
Cristina Mariano
PH Credito Lega Serie B




