Afragolese. Dall’eliminazione ai play-off alla Serie D: Niutta firma il grande ritorno

La città era pronta, mancata solo la famosa fumata bianca. E’ arrivata ieri, nel pomeriggio, dopo la chiusura del consiglio federale della LND. Raffaele Niutta e il suo team hanno scritto la storia. Dopo 28 anni di assenza l’Afragolese torna nel campionato interregionale.

Un’attesa quasi snervante per la tifoseria che negli ultimi anni ha visto i loro beniamini rossoblù sempre ad un passo dal traguardo per poi cadere, sul più bello. E il più bello dopo la dolorosa eliminazione nella finale contro il Bitonto e quella contro il Gladiator a firma rispettivamente di Maurizio Coppola e Giovanni Masecchia, è finalmente arrivato.

C’è voluto un anno e mezzo di presidenza Niutta, con gioie, dolori, due squadre importanti, in particolare quella di quest’anno. C’è voluto il carattere proprio di Masecchia, che nonostante qualche partita sottotono ha ruggito ai suoi fino alla conquista dei punti. Certo, non è festa se non si gioisce in mezzo al campo. Non è piena la soddisfazione, se son rimasti con l’urlo in gola gli attaccanti, orfani degli ultimi sette scontri da giocare, eppure con quei sette punti di distacco dalla seconda, la Puteolana, poco importa. L’importante è arrivarci.

La pandemia non ha tolto il merito alla squadra di Afragola, perchè le fatiche degli undici, e più, Salomone con la casacca rossoblù non sono certamente minori. Un doublete per l’Afragolese, con l’alzata della Coppa Italia, una fase nazionale ancora da giocare, e poi la vittoria del campionato. Uno sconto che lascia l’amaro in bocca ai granata, ancora una volta, ancora con l’Afragolese a gioire dietro le lacrime flegree, ma che non intacca ciò che è stato il cammino della Masecchia gang.

Cinismo e pragmatismo sono state per lo più le parole chiave di una stagione, che ad un tratto ha fatto tremare. Quando la Puteolana ha tenuto meglio il campo strappando il primato. Poi nell’ultimo miglio la decelerata degli avversari e la riscossa afragolese che si riprende “tutto chell ch’è o suoj”. Perdonate la citazione. Ora c’è. La certezza c’è. L’Afragolese ha tagliato il traguardo, l’Afragolese è tornata. I leoni hanno ruggito più forte degli altri.