AcquaeSapone C5. Bellarte: “Italia in finale è un volano per la Disciplina”

Poche ore alla grande sfida di domani sera ad Anversa: l’Italia torna a giocare per il titolo europeo, oltre dieci anni dopo la finale vinta nel 2003. In casa nerazzurra c’è grande attesa e grande fiducia, verso tutto il gruppo di Menichelli, in particolare verso i due campioni di casa: Stefano Mammarella e Murilo Ferreira. Il coach Massimiliano Bellarte, però, dalla sua pagina ufficiale Facebook, approfitta per lanciare un appello a tutto il movimento, affinch√© si stringa agli Azzurri in vista della finalissima contro la Russia. Alla vigilia di una finale, ci tenevo a scrivere ‚Äì ha detto Bellarte ‚Äì . La Carta Olimpica recita che La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play. Aggiungiamoci che l’art. 1 della legge n. 91/92 stabilisce che è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o madre cittadini, quindi Iure Sanguinis e senza limiti di generazione. Concludendo che il ct di una Nazionale dovrebbe chiamare a difendere i colori della squadra quelli che reputa i migliori giocatori. Piuttosto che fare inutili polemiche al riguardo, dovremmo invece sperare di poter sfruttare l’eventuale vittoria di un Europeo, a livello di promozione e risorse, per destinarle ad alcuni punti fondamentali: promozione della disciplina, formazione dirigenziale, formazione dei tecnici, formazione dei calciatori, che non può esistere senza le precedenti tre. Bellarte prosegue nel suo contributo al dibattito facendo esempi di altre discipline: Cito pochi esempi per sport, a memoria, ma ce ne sarebbero tantissimi: nel calcio Camoranesi, Sivori, Motta, Altafini, Osvaldo e Amauri. Nel basket Diener, Radulovic, Fucka. Nel rugby Castrogiovanni, Dominguez, Neethling. Nel volley Zaytsev, Travica e Lasko. Alle Olimpiadi di Sochi ci sono gli azzurri Hot√°rek, Guingnard e Lobello. E nell’atletica la May e Howe. E’ una dinamica sociale. Noi sportivi del futsal dovremmo solo preoccuparci di creare i Bargnani, Belinelli, Datome e Gallinari. Ma, prima di poterlo fare, dovremmo fare le altre cose nei precedenti tre punti di cui ho parlato in precedenza. Detto questo‚Ķ forza Italia!.

 

 

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