Dal futuro della panchina della Nazionale al brutto risveglio della nuova Under 21, passando per tematiche come razzismo e biglietti nominativi e la possibile candidatura di una citta’ italiana agli Europei 2020. Ospite di un forum all’Agenzia Italpress, il presidente della Figc Giancarlo Abete tocca i tanti tasti dell’attualita’ del calcio italiano, a partire dalle voci che riguardano il dopo-Prandelli. Non c’e’ stato nessun contatto con nessuno, non abbiamo programmato nessun contatto ne’ abbiamo delegato qualcuno a prendere dei contatti, ha messo in chiaro il presidente federale, ricordando che lo stesso ct ha detto, una ventina di giorni fa, di voler fare chiarezza una volta ottenuta la qualificazione. Dalla Nazionale maggiore all’under 21 di Di Biagio, ieri malamente sconfitta dal Belgio nella prima tappa verso la fase finale degli Europei di categoria. Un ko figlio di due fattori: la ricostruzione appena avviata dopo la brillante avventura in Israele e il poco spazio che i giovani impiegati a Rieti hanno trovato finora. Le 8 squadre che fanno la fase finale hanno un grande svantaggio competitivo rispetto a chi non e’ qualificato che invece, gia’ dall’ottobre-novembre dell’anno prima, modifica la propria squadra proiettandola verso il biennio successivo. Inoltre, se si vede il ruolino di esperienza nazionale e internazionale di questi giocatori, c’e’ una differenza enorme. Il Belgio aveva calciatori che sono scesi in campo in Champions, da noi quello col maggior numero di presenze in serie A era Piscitella con 8 gettoni. C’e’ molta poca esperienza a livello internazionale. La settimana che si avvia verso la conclusione e’ stata anche quella del botta e risposta a distanza sui biglietti nominativi fra Malago’ (tutte queste restrizioni e complessita’ devono finire) e l’Osservatorio (il sistema dei biglietti elettronici e nominativi rappresenta un pilastro fondamentale). La situazione e’ senza dubbio migliorata, ha determinato e determina fisiologicamente dei problemi ma non determina un impedimento altrimenti non ci sarebbero 1,2 milioni di tessere del tifoso ‚Äì sottolinea Abete ‚Äì I principi che sono alla base dell’attivita’ dell’Osservatorio rimarranno inalterati, anche perche’ lo spirito che guida le forze dell’ordine, di polizia e’ che squadra che vince non si cambia. Non c’e’ volonta’ o desiderio di innovare ma si possono fare notevoli passi avanti sul versante della smaterializzazione, della tempistica, della tecnologia, per non creare un livello di dissenso fra le persone normali, perbene, che hanno il piacere di andare allo stadio. E a proposito di stadio, sulla questione dei cori razzisti Abete ricorda che noi siamo prima cittadini dello Stato e poi dirigenti sportivi, e la lotta non puo’ prescindere dalle leggi. Ma dopo il caso di Busto Arsizio (l’amichevole Pro Patria-Milan con gli insulti a Boateng, ndr) abbiamo determinato un ruolo piu’ proattivo da parte dell’arbitro nel rapporto col quarto uomo, con gli assistenti, con i giocatori ‚Äì ci tiene a sottolineare il presidente della Federcalcio ‚Äì Abbiamo detto ai calciatori di comunicare subito certi episodi all’arbitro che si fa parte attiva nei confronti del responsabile dell’ordine pubblico e questo, in occasione di Milan-Roma, ha prodotto una capacita’ di intervento da parte di Rocchi che e’ stata valutata positivamente. Chiosa su Euro2020, visto che il termine ultimo per presentare l’eventuale candidatura di una citta’ italiana e’ fissato per il 12 settembre. Dovremo aspettare di sapere chi otterra’ l’assegnazione dei Giochi ‚Äì chiosa il massimo dirigente della Federcalcio ‚Äì Se andassero a Istanbul, allora la Turchia non si candiderebbe per gli Europei, in caso contrario avrebbero due soluzioni: farsi avanti, sfruttando il gentleman agreement per il pacchetto che prevede semifinali e finale, oppure non candidarsi e puntare direttamente a organizzare l’edizione del 2024. (ITALPRESS.COM).




