Dalla sana passione per il calcio e per la musica Ska, da parte di un gruppo di amici del casertano, prende vita il progetto RFC Lions Ska, che ha come scopo la solidarietà e la cultura dell’Anti-Razzismo. Queste le ragioni che spingono nel 2011 i ragazzi casertani ad dar vita al movimento culturare, incentrato sui puri valori dello sport più praticato al mondo, per promuovere anche attraverso eventi e manifestazioni l’integrazione sociale. I Leoni casertani, più precisamente Maurizio Affuso, Marco Proto e Bruno Pascarella, hanno concesso un’intervista esclusiva a Campaniagol.it, di seguito la loro visione dello sport.
Calcio, pallavolo, basket, i mondiali antirazzisti non conoscono categoria ma si dialoga con un unico verbo: unire. Quale arricchimento dalla partecipazione all’edizione 2014?
Abbiamo amato i Mondiali Antirazzisti sin dalla prima partecipazione di tre anni fa, insieme ai ragazzi della Stella Rossa Napoli. Vivremmo la bella aria che si respira a Bosco Albergati 365 giorni l’anno, un’aria di libertà e condivisione di ideali che attendiamo di incamerare ogni anno con ansia per poi poterla diffondere sul territorio attraverso le nostre attività sul campo e fuori. In questa edizione oltre al calcio abbiamo partecipato ad ogni torneo sportivo, facendo squadra con amici e fratelli camerunensi e togolesi, ed abbiamo conosciuto tante persone e tanti progetti di sport popolare, multietnico, e legati ad ideali antifascisti ed antirazzisti, con i quali speriamo di interagire nel corso dell’anno. Fare rete è un aspetto fondamentale per diffondere la nostra idea di sport. Cos√¨ come, da questo punto di vista, è stato importante aver avuto la possibilità di raccontare la nostra esperienza e le nostre attività a giornalisti, freelance e testate nazionali.
Gaza sembra cos√¨ lontana, ma la xenofobia è dietro l’angolo nelle città italiane. Spesso non è solo il colore della pelle a dividere, ma anche diverse ideologie, quale soluzione?
Hai fatto riferimento a Gaza e dunque una premessa è d’obbligo. Riteniamo quanto accade sulla Striscia in questi giorni intollerabile. Come intollerabile è la visione parziale della vicenda da parte di quasi tutti i media mainstream. Siamo dalla parte del popolo palestinese e contro l’occupazione ed il genocidio (perch√© di genocidio si tratta) di governo ed esercito israeliano. In occasione delle nostre partite la Gradinata Antirazzista non manca mai di esporre la bandiera palestinese in segno di solidarietà con quel popolo oppresso e da anni vittima dell’ apartheid israeliano. Tornando al nostro paese, trovare una soluzione all’ignoranza che si cela dietro razzismo e xenofobia è impresa difficile. Lo sport può aiutare, anzi è strumento importantissimo per veicolare l’idea di uguaglianza e rispetto verso il prossimo. I Mondiali Antirazzisti sono il paradigma di questa visione dello sport come strumento che serva ad annullare le differenze, che si ponga come sano baluardo contro ogni discriminazione, dal razzismo all’omofobia e al sessismo. Nel nostro piccolo promuoviamo questa idea di sport. I nostri allenamenti sono aperti a tutti e con noi può giocare chiunque, non importa che sia bravo o meno a calciare il pallone, quanto che condivida questi ideali su cui fonda il progetto RFC Lions Ska.
Napoli. Roma. Milano. Torino. Il calcio è il traino dell’ Italia e delle sue inimicizie, solo chi governa dovrebbe “imporre” l’amicizia: un “All Star Game” annuale potrebbe unire le varie “fazioni”?
Non sappiamo se una manifestazione del genere possa davvero servire a sanare le ataviche rivalità tra le diverse tifoserie nel mondo del calcio moderno. L’idea di calcio popolare nasce anche da un progressivo allontanamento da queste logiche. Dal canto nostro viviamo il calcio come un momento di aggregazione e condivisione, le rivalità ed il campanilismo esulano dal nostro progetto. Noi puntiamo piuttosto a creare rapporti con le altre realtà sportive vicine al calcio popolare e multietnico, con il fine di far crescere e di diffondere questa diversa idea di calcio, lontana dalle logiche affaristiche e disaggreganti del calcio di oggi. Crediamo che più che un All Star Game istituzionale possa essere il calcio popolare a far trovare punti di incontro tra realtà distanti. Ovviamente anche noi abbiamo i nostri rivali: tutti coloro che nelle curve, sui campi e nella vita si fanno portatori di idee che ripudiamo ed alle quali ci opponiamo fermamente. Stiamo parlando dei fascisti, dei razzisti, degli xenofobi, degli omofobi, dei sessisti. Con queste persone riteniamo non ci siano margini di discussione n√© possibilità di dialogo.
Il vostro progetto si ispira ai sani valori del calcio, anno dopo anno state creando un vero e proprio movimento culturale, quali obiettivi vi fissate stagione per stagione?
L’obiettivo è continuare sulla strada intrapresa tre anni fa quando in tre abbiamo deciso di fondare questa squadra, che poi è molto più di una squadra. Utilizzare il calcio per fare aggregazione, inclusione sociale delle comunità migranti presenti sul nostro territorio. Col tempo il progetto si è ingrandito, è stato apprezzato, ha abbracciato altre battaglie e tanti ragazzi ‚Äì casertani e migranti ‚Äì si sono uniti a noi. Ecco, quello che ci proponiamo stagione per stagione è di continuare a diffondere le idee su cui fonda la nostra realtà: promuovere attraverso lo sport la cultura dell’integrazione, dell’eguaglianza e della lotta ad ogni discriminazione. Le vittorie sul campo vengono dopo tutto questo. E poi ci piacerebbe far nascere una squadra di calcio femminile, ci stiamo lavorando.
Gianfranco Collaro
La redazione di CampaniaGol vuole ringraziare la società RFC Lions Ska Football Club Caserta, e nella fattispecie Maurizio, Marco e Bruno, per averci concesso la possibilità di realizzare l’intervista e augurando il nostro più sincero in bocca al lupo per la nuova stagione.




