Mentre la Questura di Napoli mette in guardia i tifosi sulla gara di stasera contro il Cagliari, con la possibilità di sospendere la gara in caso di striscioni o maglie offensive, nella zona intorno allo stadio di Fuorigrotta si respira un’aria pesante. Qualche gruppo organizzato è già ai cancelli per i consueti controlli e l’affissione degli striscioni dei vari club.
La piazza non ha troppa voglia di festa con le notizie che provengono dal Policlino Gemelli, lo stesso De Laurentiis – secondo Tuttosport – avrebbe chiesto ai suoi dirigenti di monitorare le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ancora grave e ricoverato nella Capitale.
Non ci dovrebbero essere particolari eventi o fuochi d’artificio per celebrare la quinta Coppa Italia, probabilmente gli azzurri effettueranno il classico giro di campo per poi esporre il trofeo agli occhi del San Paolo.
Mentre si discute sull’opportunità o meno di una maglia o uno striscione, siamo tutti inorriditi per il linciaggio mediatico a cui si sta sottoponendo Napoli e i suoi tifosi, senza pensare che sarebbe potuto capitare a chiunque di ritrovarsi nella bagarre che ha portato ai tragici eventi di sabato sera. Non vige da tempo il “codice di Hammurabi”, ma chi non avrebbe reagito ad una provocazione a suon di fumogeni e petardi, non spetta a noi cercare i colpevoli o additare questa o quella fazione, ma stasera andrebbe indossata una sola maglia: “SIAMO TUTTI CIRO ESPOSITO”.
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