Napoli. Benitez tradito dal turnover, ma non solo…

Forse, per la prima volta, non hanno convinto cambi ed interpretazione della gara. Sia chiaro: Rafa Benitez non si discute. Non lo si fa dopo cinque giornate, non lo si fa in generale perchè parliamo di un tecnico, pardon, di un maestro di calcio che da solo ha vinto più di tutti i trofei azzurri in bacheca messi insieme.

Nelle ultime due uscite però tre sono gli aspetti che hanno fatto storcere un po’ il naso: la condizione atletica e, di conseguenza, il massiccio turnover ed i cambi in corso d’opera. Partiamo dalla prima: già col Milan, gli ultimi venti minuti erano stati di estrema sofferenza. Callejon, Insigne ed Hamsik avevamo perso smalto e non riuscivano più a dare man forte alla mediana. Reina, con i suoi miracoli, è riuscito a nascondere, in fretta e furia, i limiti atletici degli azzurri. Per la serie: a Milano ci è andata bene, poi però abbiamo pagato dazio al San Paolo contro il Sassuolo. I tanti impegni ravvicinati hanno logorato il gruppo, Benitez lo ha capito ed approfittando della cenerentola del campionato, ha teso la mano al turnover.

Lo spagnolo è stato però forse tradito non solo dalle scelte ma anche dalla prospettiva tattica: sei cambi sono tanti, forse troppi, ma se in più chi scende in campo non gioca nel proprio ruolo, allora s√¨ che diventa un problema. L’esempio più eclatante: Goran Pandev. Il macedone ha classe ed esperienza da vendere ma nel 4-2-3-1 di Rafa non può certo giocare esterno sulla linea della trequarti. Non ha la gamba, nè la corsa: lo ha capito il Sassuolo che, nonostante la sua modestia, si è reso pericoloso attaccando sempre e solo sulla corsia destra degli azzurri, l√¨ dove il pover Mesto si ritrovava sovente in gabbia tra le incursioni di Kurtic ed i tagli di Zaza. Guarda i caso, i due interpreti dell’1-1 emiliano.

Non ha convinto neanche la coppia centrale difensiva: Cannavaro e Fernandez raramente con Mazzarri hanno giocato assieme in una difesa a tre, figurarsi a quattro. Un esperimento da parte di Benitez? Forse, chiaro però che la mossa non debba più essere ripetuta. Il capitano a sinistra non si trova a suo agio (Zaza lo ha perennemente costretto al fallo, ndr), Fernandez i danni peggiori li ha commessi più in fase di possesso che in fase passiva: un pericolo costante tutte le volte che provava ad impostare la manovra quando si ritrovava il pallone tra i piedi.

Terzo aspetto: i cambi. Bene lanciare Callejon al posto di Pandev per dare maggiore freschezza atletica ma soprattutto copertura in difesa nelle ripartenze del Sassuolo; inspiegabile però giustificare la sostituzione di Mertens con Insigne. Il belga, fino a quel momento, era stato tra i più propositivi: se proprio c’era qualcuno che doveva essere sostituito, quello era Marek Hamsik. Lo slovacco, dopo una partenza razzo, ha diminuito bruscamente i giri del motore. Atalanta, Borussia, Milan e Sassuolo: quattro gare in cui è, mano a mano, diminuito il rendimento di Marekiaro. Manca la migliore condizione, o forse Hamsik l’ha persa in un batter d’occhio. Chissà…

Il pari col Sassuolo è ormai un brutto ricordo, Benitez farà di tutto per cancellare l’opaca prestazione del San Paolo provando a ritrovare i tre punti a Marassi. Il Genoa è squadra in crisi di gioco e risultati ma sin qui i 4 punti in classifica il Grifone li ha conquistati tutti tra le mura amiche. Un aspetto chiave, che sottolinea le difficoltà di una trasferta insidiosa come quella di Genova. Benitez ricorrerà ancora una volta al turnover: sesta formazione diversa in sei gare ufficiali. Una necessità considerando l’impegno di marted√¨ in Champions contro l’Arsenal, soltanto al termine delle due sfide si potrà capire se le mosse dello spagnolo avranno dato i frutti sperati in termini di risultati.