Pomigliano Femminile. Ricorso parzialmente accolto, la sentenza

Rappresentanti dall’avvocato Edoardo Chiacchio, il presidente del Pomigliano Raffaele Pipola e la stessa società hanno ricorso per cercare di migliorare la posizione delle parti in seguito alla multa di 3000 euro, più 500, e all’inibizione sino all’8 settembre 2022 per il patron.

Parzialmente accolto il ricorso in favore del numero uno granata, a cui viene ridotta la squalifica fino al 15 dicembre 2021, mentre per quel che riguarda la società, viene diminuita l’ammenda a 2000 euro più altri 500 euro per il ritardato arrivo sul campo.

Lo scorso 9 settembre, in seguito allo svolgimento della gara del Pomigliano Femminile contro l’Empoli Ladies, era arrivata comunicazione dell’inibizione di Raffaele Pipola per un anno (l’9 settembre 2022. ndr).

Il patron della formazione femminile granata, aveva  “in violazione delle norme federali si è concretizzata nell’episodio riferito dal Direttore di gara avvenuto alla fine del primo tempo, allorquando uscendo dal campo di gioco, giunta al recinto di accesso agli spogliatoi una persona, qualificatasi quale presidente del Pomigliano [che era stato fatto entrare in detti locali dal personale addetto alla sicurezza dello stadio (rapporto quarto Ufficiale)], in seguito riconosciuto quale il Sig. PIPOLA Raffaele (rapporto Procura Federale), si avvicinava e iniziava a rivolgergli gravi insulti a causa di decisioni tecniche assunte nel corso del primo tempo. Il Direttore di gara chiedeva al personale addetto di allontanare tale soggetto, non essendo, peraltro, inserito nelle distinte di gara né tantomeno autorizzato ad entrare nei locali spogliatoi. Il PIPOLA reagiva urlando ulteriori espressioni ingiuriose, nonché gravi minacce quali “Ti metto le mani addosso, qui comando io”.

Il Direttore di gara riusciva ad entrare nel suo spogliatoio, ma il PIPOLA lo seguiva e vi entrava a sua volta. Introdottosi nello spogliatoio del Direttore di gara il PIPOLA dava atto a un’azione violenta con insulti, blasfemie e minacce gravissime, dal tenore intimidatorio, alle quali faceva seguito un atteggiamento fisico che ha costretto l’Arbitro a cercare riparo per tutelare la sua integrità fisica. Continuando a urlare ingiurie e minacce avanzava verso il Direttore di gara, con una condotta sempre più violenta, costringendo lo stesso spalle al muro, e facendolo seriamente temere per la sua incolumità; provocandogli, altresì, un grave stress emotivo.

Tre addetti del personale presente allo stadio cercavano, senza troppa convinzione, di allontanare il PIPOLA, non riuscendovi; infatti, a più riprese, appena stava per uscire vi rientrava perseverando nella sua condotta aggressiva. Ciò (anche per l’assembramento che si era creato) impediva agli Assistenti arbitrali di poter entrare nello spogliatoio, nonché di prestare aiuto al Direttore di gara, che da solo si trovava a fronteggiare il PIPOLA, il quale continuava a dare in escandescenza. Tale condotta si è protratta per oltre cinque minuti (…). 

Ad aggravare la condotta del Sig. PIPOLA si rileva che lo stesso intimava alla sua squadra di non riprendere il gioco nel secondo tempo. La squadra solo in seguito decideva di presentarsi in campo; questo comportava un ritardo all’inizio della ripresa della gara. E a fine gara, senza esserne autorizzato, rientrava nuovamente sul terreno di gioco, rivolgendo ulteriore espressione ingiuriosa nei confronti del quarto Ufficiale.”

Da Pomigliano la società gonfia il petto: “Siamo sempre stati fiduciosi nella giustizia sportiva, che ha stabilito con sentenza odierna l’assenza di violenza da parte del Presidente Pipola”.