La Serie D vive un momento particolare: la Lega Nazionale Dilettanti, infatti, ha deciso di interrompere il ‘calendario regolare’, stabilendo che nel mese di novembre si giochino praticamente solo i recuperi non disputati nelle scorse settimane a causa del Covid. Tra le squadre che non scenderanno in campo in questo lasso di tempo c’è il Savoia, l’unica compagine ad aver disputato regolarmente le sei giornate dei Girone G prima dello stop. Per commentare questo stop di quasi un mese, i colleghi di Metropolis hanno intervistato il tecnico biancoscudato Salvatore Aronica: “Mi auguro che questi recuperi vengano effettivamente tutti disputati, perché da quello che si sente in giro, molte squadre non riusciranno comunque a scendere in campo. Questo porterà ad allungare la data di ripresa del campionato e non è bello né per la società nè per la squadra. Si perde l’entusiasmo, il ritmo gara, la concentrazione. Eravamo in un buon momento a livello fisico e psicologico ed il fatto di non avere più partite ufficiali ci penalizza”.
Lo staff tecnico, dunque, dovrà ideare un nuovo tipo di preparazione per tenere i ragazzi “calci”: “Cercheremo di fare un lavoro diverso, di mantenimento e di cura dei dettagli a livello individuale, anche perché dopo ci aspetterà un tour de force: si giocherà ogni tre giorni e quindi ci sarà un importante dispendio di energie. Le gestione dell’emergenza da parte dei vertici del calcio? Andrebbe fatto un protocollo chiaro anche per noi, per evitare ulteriori ritardi. Credo che lo stiano facendo, serve “obbligare” le squadre che hanno pochi positivi a disputare le gare”.
Infine, spazio ad un bilancio di questa prima parte di stagione: “Mi trovo molto bene con la società, stiamo cercando di portare avanti il nostro progetto. Il Savoia è una squadra con tradizione e la proprietà ha voglia di vivere una stagione da protagonista. La mia squadra? Sono molto contento della rosa, gli over che abbiamo preso sono frutto di scelte condivise tra me e la dirigenza. Ma la cosa che mi ha particolarmente colpito sono gli under: tutti ragazzi che si mettono a disposizione, che hanno voglia di emergere. Li ho alternati durante queste prime partite, sono entusiasta di come si allenano in settimana e di come approcciano le gare. Avere una rosa con una dozzina di ‘millenials’ non è facile, ma siamo riusciti ad inculcargli la giusta mentalità, da professionisti. A questi ragazzi va un plauso, stanno dando un grande contributo. Il momento ‘no’ di Scalzone? Ha avuto un brutto infortunio in ritiro e ha tardato a trovare la condizione. E’ un ragazzo dal carattere positivo, è tranquillo ed è di supporto a chi sta giocando in questo momento. Sicuramente in futuro ci potrà dare una grande mano come ha fatto lo scorso anno, visto le sue qualità fisiche e tecniche, che sono di indiscusso valore”.




