Nella giornata di ieri la commissione medica della FIGC si è riunita per valutare se ci siano o meno le condizioni per riprendere i campionati. In attesa di valutare la generale condizione del paese e delle condizioni generali per tornare in campo, la Commissione Medica ha redatto un protocollo per quando ci sarà nuovamente il fischio d’inziio.
Condizione indiscutibile: si giocherà a porte chiuse. Condizione necessaria e sufficiente: isolamento generale. Tutte le squadre dalla Serie A ai dilettanti dovranno rispettare questo protocollo. Prima di riprendere il campionato le squadre dovranno rispettare tre settimane di ritiro per la preparazione fisica, poi si giocherà con cadenza regolare di tre giorni. Al termine del match si tornerà in ritiro fino al termine della stagione.
I passi obbligatori nella fase iniziale saranno: la sanificazione dei centri sportivi, accesso consentito solo a squadre, staff tecnico, medici, cuochi e magazzinieri; sottoporre tutti a esami clinici prima di concedere l’idoneità. Coloro che risulteranno psoitivi al Covid-19 seguiranno un percorso diverso. Gli addetti ai lavori saranno sottoposti ad esami all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, mentre i calciatori è previsto uno screening completo per accertare le condizioni di fegato, reni, stomaco e cervello, che potrebbero avere dei danni collaterali.
Il protocollo alle società, come detto, è generalizzato dalla Serie A alle categorie dilettanti. Quindi con l’esame di categoria in categoria inizieranno a venir fuori problemi non solo logistici, ma anche economici. Già in Serie A sono solo 11 le squadre che hanno un proprio centro sportivo, mentre le altre 9 dovranno recarsi in strutture pubbliche come resort o alberghi. Da qui la probabilità di ritrovarsi in contatto con altre persone che non sono , invece, sotto controllo medico.
In Serie B e in Serie C i calciatori saranno sottoposti a controlli costati. Da capire, invece, la situazione per i dilettanti. Quanti avranno la possibilità di pagare strutture pubbliche per tre mesi? A queste poi dovranno essere sommate le spese per gli stipendi, le trasferte. E se il protocollo dovrà essere seguito anche da coloro che giocano in Promozione e nelle categorie provinciali, come potranno i calciatori organizzarsi con i rispettivi impieghi? L’isolamento sarebbe completamente annullato e in ogni caso sarebbero a rischio. Bisogna considerare, infatti, che se ci sarà la possibilità di ricominciare i campionati, allora saremo ormai nella Fase 2, quella della graduale ripresa della vita normale, quella che prevedrebbe una riapertura delle aziende.
Tutte le problematiche dovrebbero essere analizzare in una dai medici delle varie leghe in una relazione che dovrà essere presentata entro martedì alla commissione medica della FIGC. Quanto sarà. quindi attuabile questo protocollo?




