Nola-Savoia. Il Re di Coppe Squillante: “Che vinca lo sport. Pronostico? Impossibile farlo”

Mancano 47 ore al fischio di inizio di Nola-Savoia, partita valevole per la Finale di Coppa Italia Dilettanti. Ad affrontarsi una squadra del girone A, la capolista, ed una del girone B, la quinta, di Eccellenza.

Entrambe hanno compiuto un cammino ottimo nella competizione, con il Savoia caduto a Forio nella semifinale di andata, ed il Nola con il Picciola nella partita di ritorno.

Le due squadre arrivano alla partita con una coppa a testa. Il Nola la vinse quando alla guida dei bianconeri c’era Massaro, mentre i biancoscudati con in panchina Vitter. Corsi e ricorsi storici. A questo traguardo arrivano due blasonate del calcio campano, che risorte dalle ceneri dei fallimenti stanno lottando per ritornare nel calcio che conta.

A presentare la finale c’è, ai nostri microfoni, il Re di Coppe Gigi Squillante, unico allenatore ad aver conquistato due Coppe Italia con la stessa società: “Sarà una partita vera. La finale ha sempre una storia a sè: contano le motivazioni, contano le emozioni. Sembra scontato quale sarà il risultato: il Savoia capolista che ha ammazzato il campionato portandosi a 12 punti di vantaggio dalla seconda, contro il Nola che è partito in sordina, ha cambiato allenatore e si è rinforzato a dicembre. Non c’è niente di scontato. Una finale è una finale, come ho detto, e il fattore campo non esiste. I bianconeri arrivano carichi dalla vittoria contro l’Agropoli, hanno un allenatore preparato e bravo, ci sono giocatori interessanti. Gli oplontini non li devo presentare io. Sono una squadra forte, che sta facendo un campionato grandioso. Fabiano e Liquidato sono due allenatori bravi, e se sulla carta il Savoia è favorito, considerando come lavora Liquidato non sarà facile per Fabiano portare a casa la vittoria”.

E se si volesse parlare di tattica: “Come ho detto non ci sarà il fattore campo. Si gioca su un campo neutro, al Torre, e sarà proprio questa la più grande incognita. Entrambe le squadre giocano sul sintetico ed al Torre c’è l’erba naturale, quindi ci sarà sicuramente questo a rendere tutto più inaspettato e difficile. Spero che non piova, perchè a risentirne sarebbe lo spettacolo. Si affrontano due squadre blasonate, storiche, della campania che hanno conosciuto i fasti del calcio regionale, interregionale e professionistico. Il fatto che si rincontrino in questa occasione mi fa molto piacere. Il Nola gioca con il 4-3-3, mentre Fabiano è solito fare il 4-2-3-1, ma che ultimamente si è adattato ad usare il 4-3-3. Altro aspetto, la specularità dei moduli, che rende tutto molto inaspettato. Tutto sarà condizionato da come scenderanno le squadre in campo”.

Esperienza docet. Squillante Re di Coppe, come detto, vincitore di due Coppe Italia con l’Ippogrifo Sarno: “Anche noi partimmo svantaggiati nella finale contro l’Arzanese, però poi vincemmo L’Arzanese era prima in classifica nel girone A, noi decimi nel girone B. Alla fine vincemmo e andammo a Roma, al Flaminio, a giocarci la finalissima col Viareggio che ci permise di andare in Serie D.. Un evento storico per la città di Sarno. Per questo dico che queste sono partite che hanno una storia indipendente da tutto. Ci saranno solo 90′ in quel lasso di tempo si decide tutto”.

E alla richiesta di un pronostico: “Non posso che dire 50% e 50% per tutte le motivazioni che ho dato prima. E’ impossibile fare un pronostico. Spero che vince lo sport, perchè come ho detto torna in auge il vecchio, i due blasoni si riaffacciano nel calcio che conta”.

Cristina Mariano