Real Albanova. La (ri)nascita del bomber: Fabrizio Guarracino si racconta

Una carriera iniziata in importanti settori giovanili, come Napoli e Frosinone, tante difficoltà ed il ritorno alla ribalta. Una stagione importante nel Real Albanova, con 15 gol stagionali, capocannoniere della squadra, una salvezza matematica raggiunta prima della fine del campionato.

Il Real Albanova come Fabrizio Guarracino: nel momento più difficile la rinascita. L’attaccante biancazzurro si racconta, in esclusiva, per la nostra redazione.

“Ho iniziato quando avevo 6 anni, con la Puteolana 1909. Per poi trasferirmi nelle giovanili del Napoli a 15, per poi andare a Frosinone dove ho disputato il campionato Primavera ed ho esordito in Serie B a 18 anni”. Dopo aver lasciato Frosinone arrivano le esperienze di Sangiovannese, Aversa Normanna, Noto, Foligno, Bacoli. tanta esperienza e diversi allenatori con cui instaurare dei rapporti, ma chi sono i tecnico più importanti per Guarracino? “Uno degli allenatori con il quale mi sono trovato meglio è stato Nicola Romaniello quando ero in Lega Pro con l’Aversa. Ne ho avuti diversi di allenatori ma colui che è riuscito a farmi esprimere al meglio è sicuramente Enzo Potenza, a mio avviso uno degli allenatori piu preparati di questa categoria e penso anche di Serie D. E’ un allenatore preparato tatticamente. Per quanto mi riguarda avevo bisogno di un allenatore che mi spronasse e desse consigli assiduamente, è riuscito a responsabilizzarmi e a farmi sentire importante. Gliene sono grato, perchè grazie a lui sono maturato tanto”.

Quindici gol con la Real Albanova ed altri 14 gol nel corso della carriera, ogni gol ha un valore particolare, è importante, specie se a farli è un attaccante, ma c’è sempre una marcatura importante, più difficile, più speciale, più significativa: “Non ho mai avuto un rendimento come quello di quest’anno, sarà per il fatto che comunque la mia carriera è stata caratterizzata da molti infortuni che non mi hanno permesso di essere costante. Quest’anno invece in un ruolo come la prima punta e con una squadra che mi ha supportato dalla prima partita sono stato costante e sono riuscito a segnare 15 gol stagionali (14 in campionato 1 in coppa). Ricordo quasi tutti i miei gol, ma quello più bello e difficile da fare è senza dubbio quello di rovesciata a torre annunziata contro il Savoia, inutile in termini di punti, ma sicuramente un gol che non dimenticherò”. Come preannunciato una carriera condizionata dagli infortuni, momenti difficili e scoraggiamento, ma tutto è stato superato: “Dopo l’ennesimo infortunio al ginocchio decisi di mollare tutto e andarmene a Milano, ebbi un rifiuto, non ne volevo più sapere. Poi a Milano (dove lavoravo come cameriere) ho conosciuto persone eccezionali che mi hanno aiutato nel momento più difficile della mia vita; su tutti Domenico e Gennaro, veri amici a cui devo tanto. L√¨ dopo diversi mesi capii che avevo ancora qualcosa da dare e cosi ripresi a giocare, ma purtroppo dopo 6 gol in 7 partite con la Sibilla il ginocchio mi fece per l’ennesima volta un brutto scherzo. Sono dovuto ripartire da zero, gli anni passano e io iniziavo a non farcela più. Ma per fortuna quest’anno si è presentato il progetto Albanova, Casal di Principe, inizialmente ero dubbioso per la scelta fatta, ma poi con il tempo si è rilevata la scelta piu giusta, e che rifarei altre mille volte.”. E proprio sul Real Albanova ci soffermiamo: un inizio non esaltante, buoni risultati, ma poi è arrivata la sconfitta con l’Hermes Casagiove, fanalino di coda che non riusciva a fare punti, l’esonero di Marco Miserini e l’arrivo di Enzo Potenza. Nonostante l’approdo del nuovo tecnico i biancazzurri hanno fatto fatica, racimolando 8 sconfitte consecutive, la zona play-out e la fatica di portare a casa dei punti importanti. Con dicembre ed il mercato la situazione è cambiata: “Inizialmente a casale si respirava l’aria di un “cantiere aperto”, ricordo che a inizio ritiro eravamo 45 ragazzi, chi veniva e chi andava, e questo non ha aiutato di certo la formazione del gruppo composto per lo più da ragazzi giovani alle prime esperienze in campionati come questo. Con l’arrivo di Potenza si ebbe un cambiamento anche se i risultati tardavano ad arrivare. Il cambio passo poi, c’è stato con il presidente Corvino e il direttore Accardi, persone eccezionali oltre ad essere professionisti veri. A dicembre poi sono arrivati giocatori importanti, qualcuno è anche sceso di categoria per far parte del progetto. La cosa bella è che da subito si è creato un gruppo solido e compatto e le 8 vittorie e 1 pareggio in 10 partite ne è stata la dimostrazione”.

La rinascita con i biancazzurri non può che essere un traguardo ed un aspetto importante per il giocatore, che nonostante il passato turbolento ha avuto l’umiltà e la voglia di rimettersi in gioco: “Sicuramente è stata una delle mie annate migliori, quella bianca-azzurra è una maglia a cui sono legato, a prescindere di come finirà porterò per sempre con me le emozioni che mi hanno regalato i numerosi tifosi casalesi e augurargli il meglio, perchè lo Meritano!”

La stagione volge al termine ed un pensiero inevitabilmente corre al futuro: “Adesso è presto per parlarne, ma io sono una persona ambiziosa, e quando ripresi a giocare dopo gli svariati infortuni, lo feci con un preciso scopo, quello di un giorno ritornare tra i Professionisti. Non lo so se ci riuscirò, ma almeno voglio provarci!”.

Non resta, quindi, che augurare a Fabrizio Guarracino di realizzare i sogni e che continui la sua carriera senza altri ostacoli.

Cristina Mariano