Esistono silenzi che valgono più di monologhi e di soliloqui. Esistono dei silenzi che fanno più rumore di un martello pneumatico in funzione. Quei silenzi che irritano e devastando, logorando lentamente tutte le energie mentali, psicologiche e fisiche di chi aspetta. E’ questo quello che è successo alla Battipagliese, che ha deciso di lasciare il titolo della squadra al Comune dopo vari appelli per risolvere il problema del Pastena.
La comunicazione negli esseri umani è il mezzo necessario, che cerchiamo per metterci in contatto con gli altri, creare un legame. Un legame che sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, spezzato dall’Amministrazione Comunale di Battipaglia. La dirigenza della società bianconera ha lamentato nelle ultime settimane la necessità di dover sistemare il problema agibilità dello Stadio Luigi Pastena, casa delle zebrette nelle partite casalinghe. Come avevamo riportato e spiegato in un nostro precedente articolo da diversi anni l’impianto sportivo di Battipaglia necessità di manutenzione strutturale. Un problema ignorato dalle varie amministrazioni passate negli ultimi anni, che sono riuscite a mettere una pezza chiudendo solo il settore ospiti.
Da diversi mesi il problema però è peggiorato tanto da mettere in condizione la Commissione di Vigilanza di chiudere totalmente la struttura e renderla inagibile. Uno smacco per la Battipagliese, che da circa tre anni Mario Palmentieri prima e Mario Pumpo ora, hanno cercato di riportare in auge una squadra dal blasone riconosciuto in Campania, ma anche fuori retione. Da tre settimane la squadra è orfana della propria casa e a niente è servito chiamare il sindaco Cecilia Francese.
Con la cessione del titolo al Comune, la Battipagliese dà un segnale forte, che questa volta, però, il sindaco non può ignorare, per il bene della città e dello sport battipagliese, la palla ora passa a lei.
Cristina Mariano




