La paranza degli allenatori: panchine orfane e delegettimate

I primi mesi di questa nuova stagione calcistica hanno evidenziato una grande fragilità: quella degli allenatori. Le categorie coinvolte son tante, soprattutto nei dilettanti dove neanche dopo un mese sono stati deposti diversi tecnici.

Dopo tre giornate le prime defenestrazioni in Promozione, ma anche in Eccellenza. Non le uniche, perchè nel corso delle settimane sono arrivati altri addii. Ne avevamo annunciata, in tempi non sospetti, una parte (LEGGI QUI), di cui alcuni realmente realizzati, altri rientrati. Gli ultimi addii in ordine di tempo sono stati quelli di Salvatore Marra, dalla Puteolana, le dimissioni di Pasquale Sena del Givova Capri Anacapri, ancor prima Antonio Floro Flores, l’allenatore del Terzigno sostituito da Antonino Amarante.

L’esonero, però, che ha fatto maggiormente rumore e lasciato l’amaro in bocca è quello di Vincenzo Criscuolo dal Sant’Antonio Abate, sostituito da Mario Di Nola. Otto punti in cinque partite per il trainer ex Nocerina e Angri, tra le altre. Un bottino non certamente magro per una squadra che punta a salvarsi e che ha lasciato i tre punti contro il Real Forio, ma al tempo stesso ha rimontato uno 0 0-3 in Coppa Italia aggiudicandosi la qualificazione agli ottavi.

E allora come si può non parlare di paranza? Chiariamo, il significato da prendere in considerazione è in un certo senso quello letterale. Non certo l’imbarcazione, non certamente quello per estensione di compagno, ma prendiamo in considerazione la rete a strascico che miete vittime senza condizionamenti e senza scrupoli.

Ed infatti, come si può non pensare al calcio come una paranza? Il calcio che prende, trascina con sè un gran numero di tesserati, in questo caso allenatori, e poi li getta via perchè capitati “per sbaglio” nel groviglio di pescato. Già perchè altrimenti non esistono spiegazioni per alcune scelte. Ovviamente un esonero può essere sempre legittimato da risultati non eccezionali. Basti pensare proprio all’Angri, alla Puteolana di Marra, ora all’ultimo posto, altri certamente non lo sono.

Ed è proprio il caso di Criscuolo, ma non il solo. Quello del tecnico angrese è l’ultimo caso, ma non l’unico. In questo caso le panchine, prese in senso lato, sono delegittimate da una vera e propria mattanza. Il calcio che rappresenta la nostra vita quotidiana, condita di fretta, mancanza di progettualità, un carpe diem non certamente interpretato bene.

Con la nuova modifica delle regole, almeno per i dilettanti, è possibile che un allenatore esonerato prima del 30 novembre, possa rientrare nel giro delle scelte. Una svolta certamente storica, ma che al tempo stesso ha lasciato alcune perplessità in chi pensa che questo porterebbe portare ad un riciclo sempre di qualcuno in sfavore di altri che potrebbero uscire dalle scelte dei presidenti e dei direttori sportivi..

In ogni caso la nuova regola potrebbe portare dei benefici e permettere a chi ha allenato appena tre giornate di rimettersi in gioco prima di finire nel dimenticatoio. Certo è, però, che non si può non porsi una domanda: la nuova regola potrebbe anche incrementare il fenomeno degli esoneri lampo? Non resta che attendere e vedere come prenderà piede la svolta storica, covando la speranza, che la paranza degli allenatori sia sempre meno abbondante.