Se dovessimo sintetizzare il 2025 dell’Avellino in un simbolo, sarebbe la scalata da una stagione dominata in Serie C a una realtà di Serie B che misura ambizioni e consapevolezza. Un anno vissuto a tutta, con il cuore della città sospeso tra euforia e realismo.
La promozione dalla Serie C è stata la prima grande immagine di questo 2025: la squadra di Raffaele Biancolino ha chiuso il campionato di Girone C conquistando la Serie B con una giornata d’anticipo, grazie alla vittoria sull’Altamura per 2-1 e al contemporaneo stop degli inseguitori. Quel 19 aprile al Partenio è stato un punto di svolta, il ritorno nella serie cadetta dopo sette anni di assenza, una liberazione e una festa che ha coinvolto l’intera città.
La marcia trionfale nella terza serie non è stata un caso: l’Avellino ha saputo trasformarsi da squadra di vertice della C a protagonista credibile, con risultati concreti e capacità di gestione delle partite chiave. Era da tempo che la piazza non viveva un’annata così positiva, e l’entusiasmo che si respirava al Partenio era la miglior conferma di un progetto che aveva finalmente preso forma.
Ma il 2025 è stato anche l’anno della verifica. Passare dalla C alla B non significa solo festeggiare, ma capire se si ha la struttura e la mentalità per restare in una categoria difficile e competitiva. E qui Avellino ha iniziato un percorso diverso: fatto di risultati altalenanti, di battaglie in campo e di momenti difficili da digerire.
A metà stagione, la classifica della Serie B 2025/26 racconta una realtà di posizione di metà classifica, con una squadra che ha colto 5 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte e un bilancio di reti segnate e subite che parla di un gruppo ancora in costruzione.
La stagione non è stata esente da tensioni: il club ha annunciato un silenzio stampa nel novembre 2025 per favorire la concentrazione dopo una serie di risultati negativi, sottolineando come l’obiettivo principale resti la salvezza e la stabilità della categoria, pur confermando la fiducia in Biancolino.
E poi c’è il pubblico: nonostante tutto, Avellino continua a dominare le classifiche di affluenza relativa in Serie B, con percentuali di riempimento del Partenio attorno all’89% e il sostegno di una tifoseria che, pur soffrendo, non abbandona mai la squadra.
In questo 2025 quindi si leggono due capitoli: la gioia della promozione e la sfida della conferma. Il primo è già scritto negli almanacchi; il secondo si deciderà nella seconda parte della stagione di Serie B, con l’obiettivo chiaro di restare in una categoria nuova per molti elementi dell’organico, e di costruire un’identità di medio termine.
Per una piazza come Avellino, che ama le emozioni forti ma desidera soprattutto coesione e crescita reale, il 2025 resterà l’anno della rivincita e della verifica. Un anno che ha riconsegnato speranza, ma che chiede soprattutto concretezza per il futuro.




