F1. La scomparsa di Jack Brabham, il ricordo del pilota e costruttore dei suoi successi

Lutto in Formula 1: è morto a 88 anni l’ex campione John Arthur Brabham, conosciuto da tutti come Jack, che vinse il titolo per tre anni, rispettivamente nel 1959, nel 1960, con la scuderia Cooper, e nel 1966.

Sul sito internet del campione, uno dei figli ha lasciato un semplice messaggio: Questo è un giorno molto triste per tutti noi. Mio padre è morto serenamente a casa, questa mattina. Ha avuto una vita incredibile, realizzando più sogni.

Si è spento l’altro ieri l’uomo che ha ottenuto la vittoria in 14 Gran Premi e ben 13 pole.

La sua grandiosità è stata quella di vincere un Mondiale con una monoposto completamente progettata e costruita da lui stesso, con il suo stesso nome, quella dell’ultimo Mondiale, vinto nel ’66.

L’australiano è stato ricordato con commozione da tutte le scuderie della Formula 1 e soprattutto da chi aveva avuto la fortuna e il privilegio di conoscerlo. Ad esempio Ron Dennis, il presidente della Mc Laren, lo aveva conosciuto direttamente, lavorando con lui a stretto braccio e ha voluto cos√¨ onorare la sua memoria: Fu un onore e un privilegio, vorrei rendere omaggio a uno dei nomi più illustri della storia dello sport motoristico. Riposi in pace Sir Jack Brabham, una leggenda.

Era malato già da tempo l’ex campione, con un problema al fegato che lo ha stroncato nella sua abitazione sulla Gold Coast, Australia. Ne hanno reso omaggio i figli e l’intera Federazione automobilistica australiana.

La sua passione lo aveva trasformato in un tecnico capace della Royal Australian Air Force, vincendo le sue gare non solo da pilota, ma soprattutto da costruttore. La vittoria del mondiale del 1959 fu insolita: si trovava sul circuito di Sebring, negli Stati Uniti, a 800 metri dal taglio del traguardo e ad un certo punto il suo motore smise di funzionare a causa della mancanza di benzina. Senza pensarci su due volte, rischiando una squalifica, Jack scese dalla monoposto e spinse la sua auto a mano, arrivando quarto, il giusto posizionamento per garantirgli la vittoria dell’intero Mondiale, in vantaggio di 4 punti rispetto a Tony Brooks.

Elena Cuomo

 
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