A Bangkok battuta la Turchia al tie-break. Velasco scrive un’altra pagina di storia: è il terzo titolo mondiale della sua carriera
L’Italia è di nuovo sul tetto del mondo. Ventitré anni dopo Berlino 2002, la nazionale femminile di volley si riprende lo scettro iridato battendo in finale la Turchia 3-2 (25-23; 13-25; 26-24; 19-25; 15-8) al termine di una sfida estenuante, combattuta pallone su pallone, che ha tenuto col fiato sospeso fino all’ultimo scambio.
Un successo che conferma la grandezza di un gruppo capace di inanellare sette vittorie in sette partite nel Mondiale di Bangkok, proseguendo una striscia da record di 36 successi consecutivi in match ufficiali.
Velasco, leggenda infinita
Al timone di questo capolavoro c’è Julio Velasco, che con le ragazze azzurre completa un ciclo da sogno: due VNL (2024 e 2025), l’oro olimpico di Parigi 2024 e ora il titolo mondiale. Per il tecnico argentino si tratta del terzo Mondiale vinto in carriera, dopo i due con la nazionale maschile nel ’90 e nel ’94. Nessuno come lui: Velasco si conferma una leggenda che ha riscritto la storia della pallavolo italiana, portando il movimento femminile a un livello mai raggiunto prima.
Il match: Nervini firma il primo colpo
La finale si apre con grande equilibrio. Sylla entra subito in ritmo, mentre Egonu impiega qualche scambio per carburare. L’Italia resta agganciata alle turche e nel finale trova la zampata vincente: è la giovanissima Stella Nervini, con il coraggio dei suoi 19 anni, a piazzare il colpo che vale il 25-23 e il primo set.
La Turchia reagisce con rabbia nel secondo parziale: Vargas e Karakurt martellano senza sosta, il muro azzurro non regge e il 13-25 è un passaggio a vuoto pesantissimo per l’Italia.
Egonu e Sylla trascinano, l’Italia torna avanti
Nel terzo set le azzurre rientrano in campo con lo sguardo feroce. Sylla firma tre punti consecutivi, Egonu alza il muro e inizia a colpire con i suoi attacchi devastanti. L’Italia vola sul +4 (14-9), ma la Turchia non molla: Vargas e Aydin la riportano a contatto. Nel momento più difficile, Egonu sale in cattedra: tre punti consecutivi e poi un ace che chiude i conti 26-24.
La Turchia forza il tie-break
Il quarto parziale è di marca turca. Vargas non sbaglia nulla, Erdem giganteggia al centro e le azzurre, pur combattendo con orgoglio, scivolano a -6. Velasco prova il doppio cambio con Antropova, ma non basta: 19-25 e si va al quinto set.
L’urlo azzurro: Fahr e Sylla decidono la finale
Il tie-break è una battaglia di nervi. Dopo un avvio incerto, l’Italia trova solidità in difesa con De Gennaro e Fersino, mentre in attacco Sylla e Antropova si prendono responsabilità enormi.
Poi arriva la svolta: Sarah Fahr si trasforma in un muro invalicabile, neutralizza prima Vargas e poi Aydin, regalando all’Italia un break micidiale. Il tabellone segna 14-8 e l’ultimo punto è ancora un muro, questa volta di Sylla: 15-8, ed è festa azzurra.
Un gruppo unico
Il Mondiale 2025 è il trionfo del talento, ma soprattutto della forza del collettivo. La leadership di Danesi, l’esperienza di De Gennaro, le difese infinite di Sylla, la potenza di Egonu e Antropova, il coraggio di Nervini: ognuna ha messo un mattone nella costruzione di un’impresa che resterà nella memoria dello sport italiano.
Rientro in Italia
Per Danesi e compagne non ci sarà molto tempo per celebrare in Thailandia: già nella notte è previsto il rientro a Milano, con atterraggio a Malpensa alle 14:15. Ad attenderle ci sarà l’abbraccio di migliaia di tifosi, pronti a tributare l’ovazione che queste ragazze meritano.




