UEFA “RESPECT”, il dio denaro non vale più della salute

Il Coronavirus è un problema di scala mondiale, un problema da non sottovalutare. Dopo la Cina, sono l’Italia e l’Iran le più colpite, me nella vecchia Europa si diffonde giorno dopo giorno. Come sappiamo, anche il mondo dello sport è stato investito da questo virus, che non ha rispariamiato calciatori come Rugani e Gabbiadini, in Serie A, e Gobert, in NBA. Il basket si è fermato, la F1 si è fermata, come tanti altri sport, il calcio, invece, prosegue il suo cammino in ambito europeo. Precisiamo, diversi campionati sono stati sospesi, la Serie A, la Bundesliga (Timo Hubers dell’Hannover è il primo caso, ndr), l’Eredivise, la Primeira Liga, in Premier League, con lo scoppiare dei primi casi di Hudson-Odoi e Arteta, oltre a quelli legati al Leicester e alla quarantena volontaria di Mendy del Manchester City, si sta valutando di far rinviare il prossimo turno.

Insomma, fatta eccezione della Lige 1, si fermano tutti i maggiori campionati europei, mentre le competizioni continentali della UEFA proseguono insensatamente. Rinviate le gare di Champions League di Juventus-Lione, Manchester City-Real Madrid seguite da Barcellona-Napoli e Bayern Monaco-Chelsea, che fanno eco a quelle di Europa League, Inter-Getafe e Siviglia-Roma e tutte le altre gare: Basaksehir-Copenhagen in Turchia, Olympiacos-Wolverhampton in Grecia, Rangers-Leverkusen in Scozia, Wolfsburg-Shakhtar Donetsk e Eintracht Frankfurt-Basilea in Germania, infine Lask-Manchester United in Austria.

La UEFA, inizialmente, voleva continuare a giocare, ha anche avanzato l’assurda richiesta a Roma e Inter di presentare rinuncia alla competizione, questo per far proseguire con “maggiore tranquillità” il torneo. Richiesta assurda, dalla quale si evince che il dio denaro è ormai diventato più importante della salute, ma solo nella testa di chi vuole lucrare e che non ha a cuore le sorti del calcio, ma in primis quelle della salute delle persone.  L’appello è quello di fermarsi, rinviando la decisione al 17 marzo, questo lo si è appreso in una nota ufficiale: “Alla luce dei continui sviluppi nella diffusione di Covid-19 in tutta Europa e della mutevole analisi dell’Organizzazione mondiale della sanità, la UEFA ha invitato oggi rappresentanti delle sue 55 federazioni associate, insieme ai consigli di amministrazione dell’European Club Association e delle European Leagues e un rappresentante della FIFPro, per partecipare alle riunioni in videoconferenza martedì 17 marzo per discutere della risposta del calcio europeo. Le discussioni includeranno tutte le competizioni nazionali ed europee, incluso UEFA EURO 2020. Ulteriori comunicazioni saranno effettuate a seguito di tali incontri”.

Il protrarsi di questa emergenza COVID-19 può portare al possibile mancato completamento di campionati e coppe europee, con relativa assegnazioni dei titoli in palio. Una situazione che mette a rischio l’industria del calcio europeo dal punto di vista economico. Forse, però, potrebbe essere la volta buona, che il calcio riscopra le proprie origini, quelle genuine e con interessi relativi solo al campo e non al business. Intanto, finalmente, è arrivato il rinsavimento dei vertici dell’UEFA, che ha provveduto a sospendere ufficialmente Champions ed Europa League, inoltre anche Euro 2020 verso lo slittamento con proposta di ripresa nel 2021, per consentire la conclusione dei campionati in estate.

Del resto la salute, non può e non deve valere meno degli interessi economici. Ci vorrebbe un po’ di “RESPECT”, almeno questa volta.

Condividi