Tra Virtus Avellino e Sant’Antonio lo scontro continua a suon di comunicati

Botta e risposta anche sui social tra Virtus Avellino Santo Stefano e Sant’Antonio Abate. Questa volta, però, a suon di comunicati.

Ad iniziare è la società irpina:

La becera violenza ferma la gara tra Virtus Avellino Santo Stefano e Sant’Antonio Abate.

La partita tra le due compagini è stata sospesa al 43′ del primo tempo a causa dell’invasione di campo da parte dei tifosi ospiti resisi protagonisti di una serie di azioni e comportamenti violenti e pericolosi per la pubblica incolumità delle persone sugli spalti e dei giocatori in campo. I supporters sono già recidivi di questo genere di episodi.

L’arbitro ha sospeso la gara e ha deciso di non farla riprendere perché non c’erano più le condizioni per ritornare sul terreno di gioco.

La situazione è sembrata subito grave tanto che è stato necessario richiedere l’intervento dei Carabinieri che, con circa 10 pattuglie, sono riusciti a sedare i tifosi ospiti, bloccare il lancio di petardi, bombe carta e bottiglie di vetro che fino a quel punto era stato indirizzato verso i settori occupati dai tifosi locali e dalle famiglie dei calciatori virtussini.

La sospensione è stata inevitabile. Era necessario fermare la violenza. E il direttore di gara ha preso la decisione di chiudere anzitempo la gara.

La società Virtus Avellino Santo Stefano si riserva di presentare denuncia presso gli organi giudiziari competenti i fatti avvenuti allo stadio “Renzulli”.

Arriva successivamente la risposta dei giallorossi:

In merito agli addebiti che gratuitamente il D.G. Annino Cucciniello della Virtus Avellino ci attribuisce, attendiamo in fiduciosa attesa le determinazioni del giudice sportivo che deciderà su documenti ufficiali e non su illazioni gratuite e video pubblicati ad hoc e di parte; oltre che ai richiami, al quanto meschini e subdoli, dei video pubblicati sulla loro pagina ufficiale, che non fanno altro che buttare benzina sul fuoco e generare odio.

Inoltre la società Sant’Antonio Abate 1971 si riserva di querelare chiunque strumentalizzi il nome della società a proprio piacimento.

Inoltre per dovere di cronaca è stata la tifoseria di casa ad istigare la tifoseria ospite con lancio di bottiglie come si evince dai video pubblicati da loro stessi oltre che a sputare sui nostri calciatori in campo oltre che a minacciarli.

Inoltre dopo 5 minuti dalla sospensione del match effettuata dal direttore di gara, lo stesso invitava i due capitani a riprendere il match in quanto vi erano tutte le condizioni, ma il capitano di casa si rifiutava e l’arbitro sanciva la fine del match.

Questo spiacevole evento non deve essere assolutamente usato come pretesto.

Pertanto la società Sant’Antonio Abate 1971 riporterà i fatti accaduti nelle sedi opportune di giustizia.