Torino-Napoli 1-3. Doppio Insigne e Verdi regalano la vittoria agli azzurri

Dopo il pareggio in Champions League, all’esordio con la Stella Rossa, arriva la vittoria in campionato col Torino per il Napoli. Pronti via e in tre minuti e gli azzurri sbloccano la gara con Insigne. I partenopei dominano il campo e raddoppiano al 20′ con Verdi, su assist di Mertens. Nel secondo tempo il Torino sembra poter cambiare le sorti del match, grazie a un rigore provocato da Luperto su Berenguer. Granata che accorciano, ma il Napoli dopo qualche minuto di stordimento ripota l’ordine e allunga nuovamente grazie a Insigne al 59′. Ultima marcatura dell’incontro per il definitivo 1-3.

CAMBIO MODULO – Dal 4-3-3 al 4-4-2 con esterni di centrocampo Callejon e Verdi. Ancelotti trova la ricetta giusta per ritrovare il gol senza troppi affanni. Il Napoli domina in lungo e in largo, complice anche un pessimo approccio alla gara dei granata. Un modulo nel modulo, che in fase di possesso palla si trasforma in un 4-2-4 facendo ricordare anche i mazzarriani tempi di quei contropiedi che furono e che oggi si sono rivisti. Proprio su contropiede arriva il terzo gol che sugella in qualche modo la vittoria del Napoli. Nella ripresa buona lettura con l’inserimento della quantità, più che della qualità. Zielinski e Allan all’interno del circuito di mediana, per arginare un Toro ringalluzzito dal rigore trasformato da Belotti.

UN LUPERTO IN PI√ô – A spasso nelle scorse stagioni, il difensore salentino matura e questa estate resta a Napoli. Al suo esordio in serie A da titolare dimostra autorità e coraggio, mettendosi in mostra con qualche buona incursione, c’è anche il suo zampino nel vantaggio azzurro. Cos√¨ come c’è il suo zampino del blackout sul momentaneo 1-2. Il terzino, causa forse l’ingenuità e l’inesperienza si fa cogliere in fallo da Irrati. Non temporeggia e atterra Berenguer che era riuscito a prendergli il tempo. Un’ingenuità che costa il rigore e il gol del Torino, che poi sembra trovare maggior vigore e pressa la difesa. Reazione importante, però, per il giovane difensore azzurro, che si fa perdonare e dimentica in fretta l’errore. Sul tentativo di Zaza di immola, rimediando una contusione che dopo qualche minuto gli costerà il posto. Si arrende solo al dolore.

FINALMENTE IL CAPITANO – Marek Hamsik inizia a sentire i suoi trentuno anni e lo dimostra il passo con cui il centrocampista azzurro gioca. La partita di riposo in Champions League ha giovato allo slovacco che mette in scena una prestazione di alto livello. Sembrava la fine, ma il capitano c’è e si fa sentire gestendo bene la sua posizione al fianco prima di Rog e poi di Allan. Copertura, interdizione, ma soprattutto verticalizzazioni, quelle che hanno sempre contraddistinto Hamsik e il suo piede fatato. Nel finale la voglia di far gol. Una partita intera per il numero 17, che torna a regalare soddisfazioni.

ANCELOTTI FA IL SUO BEL GIOCO – Si dimenticano le critiche di inizio settimana, si dimenticano i mugugni per quel che fu. Il passato va scordato si sa e Carlo Ancelotti pian piano sta regalando la sua identità al nuovo Napoli. All’Olimpico una squadra straripante, che non riesce a finalizzare quanto crea, ma che sicuramente diverte e si diverte. Calcio spettacolo, soprattutto nel dialogo tra i quattro davanti con un Verdi promosso sulla fascia sinistra e in piena sintonia con Insigne e Mertens. Buona lettura nel momento di difficoltà, da leader la reazione sull’errore di Luperto prendendola non con il giovane terzino, ma con Verdi, reo di non aver dato copertura. Scacciate le critiche, torna il bel gioco.

Il Napoli esce dal campo con una vittoria importante che lo proietta verso lo scontro diretto contro la Juventus. Prima, però, c’è il Parma e una prova importante nel disinnescare una di quelle formazioni che fanno del vecchio gioco all’italiana un’arma in più.