Quarta giornata di campionato di Serie B e bottino magro per le formazioni campane. Un solo punto riportato nel territorio Felix, grazie al Benevento d’acciaio.
I sanniti si conquistano un prestigioso pareggio in casa del Latina, dopo aver rischiato di perderla, immeritatamente.
L’Avellino cade in terra veneta: l’Hellas riscatta la sconfitta contro il Benevento, grazie anche alla complicità della difesa irpina, che regala tutti e tre i gol.
Per i granata è la seconda sconfitta consecutiva. Una prestazione da dimenticare per gli uomini di Sannino, che dopo aver rimontato il 2 a 0 si fanno beffare da Di Piazza.
TOP – Per il Benevento
Diventa quasi ripetitivo: quarta prestazione super dei sanniti, che nonostante il risultato di parità escono dal Francioni a testa altissima, rimpiangendo, inoltre, due occasionissime sprecate per troppa sicurezza sotto porta. La squadra di Baroni rischia, ma poco. Nelle occasioni rubate dai pontini c’è sempre Cragno a rimediare, fatta eccezione per l’eurogol firmato da De Vitis. Un bolide dalla lunga distanza che è andato a insaccarsi nel sette.
I migliori in campo:
- Marko Pajac. Il croato si presenta: gol che salva il match e tentativi già precedentemente. Sostituisce al meglio il compagno Jakimovski, che ha rischiato di regalare un rigore per un braccio galeotto in area di rigore.
- Amato Ciciretti. Ancora una volta prestazione brillante dell’attaccante del Benevento. Si sente la mancanza di Falco e Ceravolo, ma lui conferma di essere una pedina importante per il reparto offensivo giallorosso.
- Alessio Cragno. Salva il risultato nei minuti finali del match. Incolpevole sul gol di De Vitis.
Per l’Avellino
Una prestazione dalla doppia faccia. La fase difensiva è da brividi, in particolare nel primo tempo, ma per quel che riguarda la fase offensiva qualcosa è da salvare. Si è vista maggiore spregiudicatezza nel cercare il gol, latita ancora la precisione.
- Momo Soumarè. Sostituisce al meglio il buon Gavazzi, che fornisce cross invitanti ma si fa male sul più bello. Non particolarmente incisivo l’ex Melfi, ma si impegna alla ricerca della strada giusta per riaprire il match.
- Niccolò Belloni. Buona prestazione del giovane esterno di centrocampo. Propizia il pareggio costringendo Fossati all’autogol, cerca di fare il meglio che può in fase di attacco e difesa. Viene, però, sovrastato dall’esperienza di Suprayen.
- Benjhamin Mokulu. Si impegna molto, ma viene contenuto anche dall’arbitro che punisce la sua irruenza. Il gigante buono viene scambiato per un orco qualsiasi.
Per la Salernitana
Più che parlare di top sarebbe meglio elencare chi si è salvato. Una prestazione buia nel complesso con un paio di bagliori da un capo all’altro del campo.
- Pietro Terracciano. √à comunque troppo timido e troppo insicuro in alcune occasioni, in particolare sui gol subiti. In altre occasioni si è trovato pronto sulle incursioni avversarie.
- Alessandro Rosina. L’altro faro nel buio del deserto. Pareggia i conti, ma non basta. Si danna per tutto il tempo restante e cerca di riportare in parità il risultato dopo il gol di Di Piazza.
- Francesco Della Rocca. Riapre il match segnando il gol del momentaneo 1-2. Ha dato qualità e quantità al gioco della Salernitana.
FLOP – Per il Benevento
Prestazione sopra la sufficienza per tutti gli uomini chiamati in causa da Baroni.
Per l’Avellino
Fase difensiva da dimenticare, centrocampo che dimostra incertezze nell’interdizione, Radunovic che si addormenta per poi ridestarsi.
- Alejandro Gonzalez. Devia per il gol dell’1 a 0, serve Romulo per il 3 a 0. Insomma una partita del tutto da dimentica per il centra difensivo irpino. Si riprende nella seconda metà della ripresa, ma ormai è troppo tardi.
- Ancora una volta troppo impetuoso, si prende un’ammonizione su un fallo quasi inutile. Interviene su un raddoppio nell’azione del 3 a 0, ma il suo intervento è senza senso. Si fa anche male, ma per fortuna nulla di grave. Sul primo gol marcatura inesistente su portatore di palle e autore dell’assist a Bessa.
Per la Salernitana
Imbarazzo della scelta per i granata, che collezionano una seconda prestazione indecorosa.
I peggiori in caso sono di sicuro tutti i difensori che sembrano non riconoscere più il proprio ruolo.
- Alessandro Bernardini. E se c’è una prima volta per tutto è arrivata la prima partita orrenda di Bernardini. Il difensore ha abituato a prestazioni di gran lunga migliore di quella di venerd√¨.
- Massimo Coda. Sottotono anche il bomber della squadra, non si fa vedere molto, ma le poche volte che si rende disponibile sbaglia clamorosamente.
- Alfredo Donnarumma. Ormai è prassi. √à la quarta partita nella quale non solo non dà il meglio, ma sembra svogliato di stare in campo. C’è da chiedersi perch√© continuare a schierarlo.
Cristina Mariano




