Il direttore sportivo si congeda da Ercolano tra rimpianti e incertezze societarie
Con un messaggio commosso e la dignità di chi ha dato tutto, Orlando Stiletti ha salutato l’Ercolanese. Si chiude così un capitolo della storia recente del club vesuviano, lasciando una società ancora avvolta da un pesante punto interrogativo sul proprio futuro.
Per capire il peso di questo addio occorre tornare al 2015, quando Stiletti cominciò a costruire quella reputazione che lo avrebbe reso il punto di riferimento assoluto dell’Eccellenza campana. Nel corso di quasi un decennio, il dirigente ha inanellato campionati, playoff e coppe, imponendosi come l’architetto più vincente della categoria.
Ma il lavoro di Stiletti non si misura solo con i trofei. Il suo curriculum parla di imprese che hanno attraversato la provincia napoletana: nel 2018 firmò salvataggio del titolo sportivo dell’Afragolese, poi passato a Niutta. Arrivò il capitolo dell’Acerrana, guidata fino alla Serie D. E ancora la favola Mariglianese, un’altra promozione in Serie D costruita con l’intelligenza di mercato e la capacità di valorizzare talenti che altri non avevano saputo vedere.
Proprio su questo fronte, l’ultima stagione ha offerto un esempio emblematico della sua visione. Stiletti aveva scommesso su Percope, terzino arrivato dopo un anno difficile con la Frattese, dove non era riuscito a esprimersi come avrebbe voluto. All’ombra del Vesuvio, il calciatore ha trovato la propria dimensione, siglando addirittura sei reti in campionato — un bottino straordinario per il ruolo — e guadagnandosi l’attenzione di diversi club di Serie D. Un’intuizione che racconta meglio di mille parole cosa significhi fare il direttore sportivo.
Stiletti: un percorso che mi ha arricchito l’anima
Si conclude la mia avventura a Ercolano, e lo faccio con la consapevolezza di aver profuso ogni stilla di me stesso in questa esperienza. Il finale non è stato quello che sognavamo, né per me né per la comunità ercolanese, ma è proprio da queste pagine di storia non scritte che conserverò i più grandi insegnamenti. Perché, come credo fermamente, ogni esperienza, anche la più inattesa, è un tassello che arricchisce l’anima. Desidero esprimere la mia profonda gratitudine ai presidenti Filippo Abate e Nicola Panariello, al presidente onorario Vanni Russo, al direttore generale Domenico Acampora – con cui mi lega un vincolo affettivo e professionale che trascende i confini del calcio.
Un pensiero riconoscente va ai miei compagni di viaggio Vincenzo Tanzillo e Vincenzo Gaglione, per l’abnegazione e la professionalità con cui hanno contribuito a questo progetto ercolanese. Un abbraccio commosso, foriero di futuri successi, va a mister Luigi Sanchez e al suo staff, ai calciatori tutti, per l’impegno e la dedizione dimostrati. Ma il mio abbraccio più grande, quello che porterò con me per sempre, va a tutta la città di Ercolano: a voi, popolo generoso e appassionato, va la mia più profonda riconoscenza e l’augurio che i vostri sogni si realizzino, perché Ercolano merita il meglio.
Ad maiora
Orlando Stiletti
Il futuro di Stiletti
Cosa riserva il futuro a Orlando Stiletti? La risposta, nel calcio campano, si trova quasi sempre negli spogliatoi di chi vuole fare il salto di qualità. Un direttore sportivo con il suo palmarès — campionati, promozioni in Serie D, salvataggi impossibili — non resta sul mercato a lungo. E i rumors, in questi giorni, si moltiplicano.
Diverse società ambiziose della Campania avrebbero già messo gli occhi su di lui. Club che puntano alla Serie D o che vogliono consolidarsi nella categoria, e che cercano esattamente quella figura rara capace di costruire squadre competitive senza sperperare risorse: un direttore sportivo che sa scegliere, valorizzare, anticipare. Il profilo di Stiletti, insomma.
La sua rete di contatti nel calcio dilettantistico e semiprofessionistico campano è probabilmente la più estesa della categoria. Conosce gli ambienti, sa leggere i calciatori prima che diventino titolari — come ha dimostrato ancora una volta con Percope — e ha la credibilità necessaria per portare profili di valore anche in piazze non di primo piano. Qualità che, sul mercato dei direttori sportivi, valgono oro.
L’impressione è che Stiletti non abbia alcuna intenzione di fermarsi. Il suo addio all’Ercolanese suona più come un arrivederci al calcio che ha amato e servito con dedizione, che come una resa. L’estate sarà lunga, le telefonate non mancheranno. E quando il prossimo annuncio arriverà, difficilmente sorprenderà: i campioni — anche quelli delle scrivanie e dei procuratori — trovano sempre una nuova casa.




