Sport & Cultura. Calcio ed encefalite: Glasgow contro Toronto, intanto la FA previene

Nei giorni scorsi in Inghilterra è stato deciso da parte dell’FA di vietare i colpi di testa ai calciatori che abbiano meno di 13 anni. Sembrerebbe un’assurdità, ma la mossa della prima football association sembrerebbe destinata a limitare quanto più possibile il rischio di malattie neuro-degenerative in età senile.

A Glasgow, nell’Università della città scozzese, alcuni studi hanno dimostrato una certa correlazione tra i colpi di testa e le malattie neuro-degenerative. Degli studi che hanno puntato il dito sul numero di colpi di testa nel ciclo di una carriera e non sulla questione gravità del trauma. La FA, quindi, nonostante sia difficile capirne realmente la natura, ma anche una generalizzazione del rischio. Insomma una sorta di prevenzione da parte della Federazione Inglese per cercare di limitare e arginare uno che potrebbe rivelarsi effetto collaterale del praticare la propria passione.

Partendo, però, dal principio. In questo tipo di studi sono stati pionieri i ricercatori dell’Università di Toronto, proprio su esplicita richiesta da parte della FA che nel 2016 ha avuto la notizia di tre ex calciatori malati di Alzheimer, calciatori che hanno scritto la storia del calcio inglese, Martin Peters, Nobby Stiles e Ray Wilson, ma a far riflettere è stata anche la morte a soli 60 anni di Jeff Astle, celebre colpitore di testa del West Brom del anni 60. Causa della morte l’encefalopatia cronica, causata dai tanti trami cerebrali di cui è stato vittima quando giocava, a causa della pesantezza dei palloni dell’epoca, ancora in cuoio e molto duri.

Non è un caso che questo tipo malattie siano spesso riscontrabili anche dei giocatori di football america, vittime di mischie e placcaggi che li portano a sbattere la testa a terra. Il caschetto fa certamente da cuscinetto, ma non cancella la pericolosità delle cadute e delle botte sulla testa.

Ora tutto si riconduce ad un Glasgow contro Toronto, per cercare di delimitare i confini dei rischi delle malattie degenerative, anche perchè molto è cambiato rispetto al passato, tra cui anche i materiali e la pesantezza dei palloni, resi sempre più leggeri e alla portata dei colpi di testa.