Spadafora e la tutela ai collaboratori sportivi: “Fondo straordinario”

Dopo i primi barlumi di speranza per riaprire i campionati il 20 maggio, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha messo un freno, per poi aprire anche lui ad una presta ripartenza. In questi giorni Spadafora sta lavorando cercando di trovare la giusta via per portare le società sportive ad arrivare alla ripresa con le risorse giuste.

Ieri i primi confronti con i rappresentanti della Federcalcio e della Federazione Volley, per oggi è previsto un confronto con i rappresentanti delle federazioni degli altri sport. Anche in questo caso, all’ordine del giorno c’è trovare la soluzione per ripartire in un modo sicuro, sia dal punto di vista medico e dal punto di vista fiscale ed economico. Per il primo aspetto, le condizioni son semplici: in campo solo se è in sicurezza la salute degli atleti. Sarà molto probabilmente istituita una commissione medica, seppur ancora non si conoscono i dettagli. Controlli, sì, sicuramente, meno chiaro quali. La questione tamponi non sembra essere ancora entrata nelle possibilità, ma a pensarci c’è De Laurentiis, che vorrebbe tenere i suoi sotto stretto controllo.

Per quanto riguarda l’aspetto economico sembra aprirsi la pista per un fondo straordinario per i collaboratori sportivi. «E’ un mondo da sempre poco considerato e apprezzato -spiega Spadafora- In particolare, quelli che percepiscono un compenso annuo inferiore ai 10mila euro. Per questi lavoratori che non sono iscritti alla gestione separata dell’Inps o non possono accedere alla cassa integrazione, rivolgiamo un fondo straordinario da 50 milioni. Al massimo da lunedì prossimo sul sito di Sport e Salute cercheremo di soddisfare tutte le richieste che arriveranno. E se i 50 milioni che fino ad oggi abbiamo ipotizzato non basteranno, certamente cercheremo altre risorse affinché tutti possano essere aiutati».