Sorrento e Gelbison legate dallo stesso filo invisibile, l’una spia in casa dell’altra

Sorrento e Gelbison così lontane eppure così vicine. Le due squadre sono costrette a vincere per se stesse, ma anche per l’altra. La Gelbison di Gigi Squillante aspetta al Morra l’Audace Cerignola, attuale terza forza della classifica. Una sfida certamente ostica per la giovane squadra vallese, che dovrà anche fare a meno di capitan Uliano, squalificato.

La squadra rossoblù arriva dalla sconfitta contro il Gravina, che ha causato l’aggancio e il sorpasso per la miglior differenza reti proprio da parte dei gialloblù ai danni dei vallesi. Il Morra per la Gelbison è stato, un vero e proprio tabù, quanto meno fino alla vittoria contro la Nocerina. Adesso la squadra di Squillante dovrà dimostrare che non è stato solo un caso, ma che la sua Gelbison sputa sangue davanti ai propri tifosi, cercando di far male agli ofantini.

Allo Stadio italia, a qualche chilometro di distanza dal Morra, ecco che c’è il Sorrento, che dovrà affrontare il Grumentum dopo l’amara sconfitta proprio contro il Cerignola. In Puglia, la squadra di Maiuri si è ritrovata in quarantacinque minuti sotto di quattro gol. Nella ripresa il tentativo di rimonta, che è stata però completata dai rossoneri, ora con l’obbligo di vincere contro i lucani. Tre punti necessari per non perdere anche il quarto posto in classifica e per cercare di restare nella scia del Cerignola per provare l’aggancio al primo passo falso. Ci sono due punti a dividere le due formazioni e ce ne sono quattro che dividono, invece, Grumentum e Gelbison.

Le due campane sono legate da un filo invisibile, un vincolo che le tiene più vicine che mai nella loro lontananza territoriale e  di classifica. Per la Gelbison, infatti, la vittoria del Sorrento significherebbe continuare a tenere lontano da loro il Grumentum e anche la zona play-out, mentre per i costieri un flop del Cerignola nel Vallo significherebbe pensare di riprendersi il secondo podio. Prima, però, di pensare all’altra, le due formazioni campane hanno l’imperativo di vincere le proprie gare, per poi voltarsi in un gesto di complicità e cercare l’appoggio della corregionale, un appoggio equivalente ad un risultato ad essa favorevole.