Serie D. Protocollo di sicurezza, l’impossibilità ha una cifra

Il protocollo per la ripresa degli allenamenti, prima che dei campionati, è ancora al vaglio degli organi federali, oltre che quelli istituzionali. Già dalla bozza, però, è evidente come sia difficile attuarlo in tutte le categorie. Già la Serie C, infatti, il prossimo 4 maggio dovrà votare sulla decisione di concludere il campionato con le relative promozioni delle tre prime, il blocco delle retrocessioni e altre situazioni da vagliare, come quella della quarta promossa e la questione dei ripescaggi.

In Serie D, andando ad analizzare la situazione era già prevedibile che il protocollo di sicurezza non sarebbe molto attuabile. A darne conferma sono le cifre trapelate su La Repubblica. Per essere in ordine con i test sanitari, i club dovrebbero svolgere due tamponi, un esame sierologico e l’idoneità. A queste andranno a sommarsi anche le spese per le sanificazioni. Per i test, si stima un prezzo che va dai 450 ai 600 euro a persona. In ogni squadra lavorano circa una cinquantina di persone, tra calciatori, dirigenti, staff tecnico, medico, custodi e magazzinieri. Il costo totale delle spese per gli esami si aggirerebbero, quindi, intorno ai 30mila euro, che salirebbero a 50mila se saranno aggiunte le spese per le sanificazioni.

Insomma una cifra esorbitante per le squadre di Serie D e a maggior ragione per i club che militano nelle categorie regionali. A queste spese verranno, poi, aggiunte quelle per mantenere la squadra in isolamento permanente, quindi spese per gli alberghi e le trasferte.