Serie D. Il commento di mister Masecchia sulla possibile riforma: “Ritorno al passato”

Non solo la Serie A, la Serie B e la Lega Pro, nella proposta di riforma di Carlo Tavecchio, Presidente della FIGC, c’è anche la Serie D. Tavecchio infatti avrebbe pensato ad una divisione della Serie, o più propriamente alla creazione di una Serie D Elite composta da 4 gironi da 18 squadre ognuno, in più l’attuale Serie D con 8 gironi da 8 squadre ciascuna.

Della questione ne abbiamo discusso con chi la Serie D l’ha fatta, anche se solo per pochi mesi con il Città di Gragnano. Stiamo parlando di mister Giovanni Masecchia, che è intervenuto commentando la possibile riforma: “Secondo me è come se si tornasse al passato. Non è più chiamata Serie C2 ma Serie D Elite. Nella sostanza si cambia poco. Credo che non sia male questo presupposto, ma il problema è che non è cos√¨ che si alzerebbe il livello della competitività Io la Serie D l’ho fatta col Gragnano e non mi è parso un campionato di alto livello, anche perchè ci sono squadre che non hanno una forza economica tale da riuscire a creare squadre all’altezza dell’impegno, altre ci provano, ma poi devono rinunciare e questo non fa altro che far perdere lo stimolo. Basta pensare al Due Torri o al Chieti, ma anche al Sersale, che non si è ritirato, ma non sta disputando un buon campionato. Ha soli 8 punti, quindi capirai bene che si possono già individuare le squadre che disputeranno i play-out. Quindi credo che per alzare l’asticella della competitività dovrebbero iniziare a entrare in gioco altri fattori, una selezione più accurata, ma soprattutto dei controlli più capillari della forza economica di una società. Se una squadra è in grado di sostenere in maniera dignitosa un campionato allora può iscriversi altrimenti no. Bisogna capire che per fare realmente questa riforma bisogna prendere in considerazione le finanze. Il campionato di Serie D ha un costo e non arrivano i finanziamenti dallo Stato quindi poi entrano in gioco altre problematiche come il calcio scommesse. Io credo che oltre a pensare all’aumento o meglio alla creazione della Serie D Elite dovrebbero pensare a come aiutare i Presidenti di questa categoria”

Entriamo nel dettaglio, una categoria a 72 squadre implicherebbe, si presume, che siano raggruppate in Serie D elite le 20 escluse dal campionato di Lega Pro, che dovrebbe diventare a 40, ma mancherebbero 52 post da riempire con le squadre che militano nell’attuale Serie D. E in quella che poi sarebbe la Serie D dovrebbero arrivare le squadre di Eccellenza: “Quanto è fattibile questa cosa? In Eccellenza forse il problema economico diventa relativo perchè si presuppone che un calciatore abbia un secondo lavoro, lo stesso vale per la Serie D non sapendo, però che anche in D c’è chi prende 80mila euro. Arrivare in D potrebbe diventare complicato per le squadre di Eccellenza a causa delle grandi spese che ci sono. Non ci sarebbero le spese arbitrali, ma comunque bisogna conoscere bene i problemi del territorio. Ci sono le questioni stadio, non tutti hanno uno stadio a norma a disposizione e quindi bisognerebbe o fare dei lavori sugli impianti o andare a chiedere la convenzione ad altri paesi, ma comunque ci sarebbero le spese di trasferta, perchè la squadra non avrebbe mai una partita in casa, ci sarebbe un costo più alto per l’impianto perchè chiaramente è più grande, le spese di iscrizione sono maggior, ecc. Le squadre sarebbero in grado di coprirle senza un supporto dalle altre categorie nazionali? Io credo che finchè si parla di campionati nazionali bisognerebbe mettere in preventivo l’idea di aiutarle economicamente magari con dei soldi che si libererebbero dalla Serie A. Va considerato che non tutte le squadre di Serie D hanno un ampio numero di seguaci, sono comunque squadre che rappresentano un paese o una città. Ad Aversa per esempio hanno problemi in questo senso. Pochi tifosi, significa pochi introiti. Pochi introiti pochi soldi e quindi molti Presidenti alla fine credo che rinuncerebbero, perchè sarebbero più le uscite che le entrate, in questo modo quante realtà sparirebbero?”.

Ecco quindi che neanche per la Serie D la proposta di Tavecchio trova consensi o comunque supporti anche pragmatici.

Cristina Mariano