Serie A. Ripresa, strada spianata, al vaglio il protocollo

Sembrerebbe uno dei più classici paradossi, eppure è realmente così. In Lega Serie A si sta ancora lavorando sul protocollo sicurezza per la ripresa delle attività, non solo il campionato, quindi, ma anche gli allenamenti. Se la parola chiave dei giorni scorsi era stata “ritiri”, ora sembrerebbe tutto al vaglio, se non fosse che, alla fine Vincenzo Spadafora ci ha messo una pezza.

Il Comitato tecnico scientifico nei giorni scorsi, o meglio nelle settimane scorse, aveva poggiato l’intero protocollo sicurezza sui ritiri preventivi, quelli per tenere i giocatori in isolamento con un gruppo ristretto di persone. Tutto procedeva in maniera tranquilla, serena, salvo poi mettere tutti sul chi va là. Ebbene, dopo l’approvazione alcuni dei club della massima categoria nazionale hanno iniziato a porsi realmente il problema dell’isolamento forzato. Come? Dove? Quanto costa? Domande a cui evidentemente solo in parte son riusciti a dare risposta.

Passo indietro, quindi, per l’isolamento del gruppo squadra a causa della difficoltà di alcuni presidenti di trovare una struttura che garantisca l’isolamento, come richiesto dal protocollo. Insomma, qui casca l’asino. Il Ministro dello Sport, però, ha trovato subito l’accordo con un serafico «se non trovano una struttura, isolassero loro i calciatori, tornino a casa dopo l’allenamento». Ecco qua, problema risolto. Il primo, già perchè a non convincere ci sono anche altri due punti. Quello che riguarda la quarantena in caso di nuovi positivi e la responsabilità dei medici.

Non si è arrivati a una vera e propria risoluzione del problema, ma intanto c’è massima disponibilità a rendere meno stringente la regola riguardante la quarantena, in caso di curva contagi sempre più bassa. I prossimi dieci giorni saranno decisivi per capire il da farsi. Per quel che riguarda i medici, interviene Gravina con chiarificatore «solo in caso di grave colpa o dolo».

Sospiro di sollievo, quindi. Eppure Spadafora, disponibilità a ripartire a giugno a parte, non nasconde il suo disappunto per le nuove problematiche fatte emergere. Nessun tono esagerato, ma certamente una strigliata a toni bassi, per far comprendere che, insomma, non si crede al ciuccio che vola. Il protocollo, infatti, era stato approvato nei giorni scorsi, ma ora i club si sono realmente scontrati con la realtà dei fatti. Problema emerso per lo più in considerazione delle categorie inferiori, che neanche si sono poste il problema di capire dove si andava a parare.

Infatti, se la Serie C ha già richiesto alla FIGC la sospensione, lo stesso ha fatto la LND con tutti i comitati regionali a seguire, direttamente al Dicastero interessato e si va ormai verso l’ufficializzazione. La Serie A, quindi, inizia a farsi i conti in tasca, mentre nelle altre categorie si inizia il rompete le righe. (LEGGI QUI)