Lo ha detto a voce e lo ha scritto sui social in questi giorni il Presidente canarino Vincenzo Cesarano: “Stavolta le lacrime non le merito”. Nel calcio, però, tutto è difficile da prevedere, e quindi i play out che la Scafatese dovrà disputare sabato pomeriggio contro il San Vito Positano sarà una di quelle occasioni in cui bisognerà studiare ogni minimo dettaglio.
LE LACRIME DEL COMUNALE – In casa gialloblu, infatti, è ancora vivida l’atroce beffa della stagione 2015/16, quando al “28 Settembre” i canarini furono sconfitti di misura dal Valdiano e furono costretti a lasciare la categoria. Due anni di Purgatorio in Promozione, poi la vittoria del campionato e il ritorno in Eccellenza, che in società vogliono proteggere con le unghia e con i denti.
L’ANGELO DELLA SALVEZZA – Diametralmente opposta sul piano delle emozioni è l’altra storia che lega la Scafatese ai play out: nella stagione 2007/08 la squadra di Chiancone si giocò la permanenza in Serie C un uno scontro andata e ritorno con la Val Di Sangro; a Scafati fu il capitano Fabio De Luca a realizzare l’unico gol dell’incontro, ma nel ritorno gli abbruzzesi partirono subito in quarta realizzando due reti nella prima frazione di gioco. La ripresa poteva risultare fatale ma la scena se la prese Angelo Teta: l’attuale allenatore del Poggiomarino vincitore del Campionato di Promozione prima confeziona l’assist per Perna e poi realizza personalmente il pareggio con una punizione magistrale, regalando la tanto sospirata salvezza alla piazza e legandosi indissolubilmente alla storia del calcio scafatese.
IL REGALO DI FABIO – La salvezza di Teta arriva tre anni dopo un’altra grande impresa della squadra gialloblu; nel 2004/05, in Serie D, la Scafatese conquistò l’obiettivo stagionale nella doppia sfida con la Viribus Unitis. Il gol più importante lo realizza in pieno recupero all’andata Fabio De Luca, che manda in visibilio i tifosi gialloblu giunti al Romeo Menti di Castellammare. Nel ritorno di Somma Vesuviana furono Ambruoso e Infante a completare l’opera e far tirare un sospiro di sollievo a Cesarano, al suo secondo anno di presidenza canarina. Sono passati 14 anni e Cesarano è ancora alla guida della società, pronto a vivere 90 minuti infuocatissimi. Come nel 2005 la Scafatese non potrà contare sul suo Stadio, chiuso da oltre un anno, ma il tifo scafatese è pronto a riempire di passione il Vigilante Varone di Sant’Antonio Abate per accompagnare la squadra di Avino & co. nell’ultimo appuntamento stagionale.
foto a cura di Francesco Carotenuto




