Arriva la comunicazione ufficiale di Felice Romano sul futuro dell’impianto di casa. Progetto approvato dal Comune il 28 aprile, ma la convenzione non è ancora firmata: la società è costretta a valutare soluzioni alternative
La questione stadio tiene banco in casa Scafatese. Il presidente Felice Romano ha deciso di rompere il silenzio con un lungo e dettagliato comunicato rivolto ai tifosi e alla città, facendo il punto su un iter che va avanti ormai da quasi un anno senza trovare ancora una conclusione definitiva.
Tutto nasce dall’estate scorsa, quando la società gialloblù aveva manifestato la volontà di prendere in gestione il Giovanni Vitiello attraverso un progetto di riqualificazione che prevedeva interventi sostanziali: dalla curva alla nuova tribuna. Nel frattempo il Comune ha eseguito lavori urgenti, come il rifacimento del manto erboso e l’adeguamento dell’illuminazione a 220 lux, consegnando l’impianto già durante la terza giornata di campionato.
A dicembre, però, è arrivata la prima svolta burocratica: per procedere con il project financing, le modalità di presentazione della proposta dovevano essere radicalmente riviste. Da quel momento, anche su indicazione della Lega Pro, il progetto si è ampliato notevolmente per rispondere ai requisiti del calcio professionistico: adeguamento di tribuna e spogliatoi, sala conferenze, area hospitality, sala antidoping, sala VAR e — voce non secondaria — il potenziamento dell’illuminazione dagli attuali 220 fino agli 800 lux richiesti dalla categoria.
L’Amministrazione comunale ha preso in esame la proposta a partire da gennaio, esprimendosi positivamente soltanto il 28 aprile. Un passaggio importante, ma tutt’altro che risolutivo: prima di procedere con il progetto esecutivo sarà necessario sottoscrivere la convenzione, allungando ulteriormente i tempi. A complicare il quadro si aggiunge il fatto che i lavori avviati la scorsa estate dal Comune risultano ancora formalmente aperti, impedendo di fatto il regolare avvio del nuovo iter progettuale.
Romano non nasconde la preoccupazione: giovedì scorso la società ha inviato una PEC di sollecito al Comune chiedendo tempi certi, ma la risposta tarda ad arrivare. “La sensazione è che i tempi necessari per completare tutto rischino seriamente di non essere compatibili con le esigenze del calcio professionistico”, scrive il presidente, aggiungendo che pur continuando ad attendere segnali concreti, la Scafatese è costretta a valutare anche soluzioni alternative. Non una resa, ma una mossa difensiva per proteggere il futuro societario.
Il messaggio di Romano si chiude con un appello alla città e all’istituzione comunale, ribadendo che l’obiettivo rimane trasformare il Vitiello in uno stadio moderno, sicuro e accogliente, “una casa di cui tutta Scafati possa andare orgogliosa”. Le prossime settimane saranno decisive.
Comunicato ufficiale del Presidente Felice Romano
“In queste settimane si è parlato tanto dello stadio ‘Giovanni Vitiello’.
In tanti stanno chiedendo, giustamente, risposte e chiarezza.
E credo sia arrivato il momento di raccontare con trasparenza tutto il percorso fatto fino ad oggi.
Per questo sento il dovere, da Presidente della Scafatese, ma soprattutto da uomo che ama questa città, di spiegare come stanno realmente le cose.
La scorsa estate la nostra volontà era già chiara: prendere in gestione lo stadio e iniziare un percorso concreto di crescita e ammodernamento dell’impianto.
Era stato presentato un primo progetto che prevedeva importanti interventi, tra cui la riqualificazione della curva e la realizzazione della nuova tribuna.
Nel frattempo il Comune ha eseguito lavori fondamentali, come il rifacimento del manto erboso e l’adeguamento dell’impianto di illuminazione fino a 220 lux, consegnando lo stadio durante la terza giornata di campionato. Anche durante la stagione, mentre la squadra continuava a giocare, i lavori sono andati avanti.
A dicembre abbiamo ricevuto comunicazione che, per procedere verso la gestione dell’impianto attraverso il project financing, la modalità di presentazione della proposta doveva essere diversa.
Da quel momento, anche a seguito di confronti con la Lega Pro, abbiamo dovuto ampliare ulteriormente il progetto iniziale, prevedendo nuovi adeguamenti e servizi indispensabili per il calcio professionistico:
– adeguamento della tribuna e degli spogliatoi
– nuova sala conferenze
– area hospitality e accoglienza
– sala antidoping
– sala VAR
– ulteriori servizi richiesti dalla categoria
– potenziamento dell’impianto di illuminazione da 220 a 800 lux.Un progetto importante, ambizioso, pensato non solo per la Scafatese, ma per tutta la città.
Da gennaio l’Amministrazione comunale ha iniziato a lavorare sulla proposta e solo il 28 aprile si è espressa positivamente approvandola.
Questo rappresenta un passaggio importante, ma non ancora conclusivo. Infatti, solo dopo la sottoscrizione della convenzione sarà possibile procedere con la presentazione del progetto esecutivo, che dovrà successivamente essere nuovamente valutato, allungando inevitabilmente i tempi dell’iter.
A questo si aggiunge un ulteriore aspetto fondamentale: i lavori avviati la scorsa estate da parte dell’Ente Comunale, relativi al rifacimento del manto erboso e all’adeguamento dell’impianto di illuminazione, ad oggi non risultano ancora formalmente chiusi dall’impresa appaltatrice.
Per questo motivo si rende necessario il completamento e la chiusura ufficiale degli interventi già avviati, passaggio indispensabile per poter proseguire correttamente con il nuovo percorso progettuale e con gli ulteriori adeguamenti previsti.
Giovedì scorso, come società, abbiamo inviato una nuova PEC di sollecito al Comune chiedendo ufficialmente tempi certi per la sottoscrizione della convenzione e per l’avvio del percorso operativo.
E oggi, con grande sincerità e senso di responsabilità, devo dire che la preoccupazione cresce. Perché dopo quasi un anno di interlocuzioni, progetti, integrazioni e passaggi burocratici, la sensazione è che i tempi necessari per completare tutto rischino seriamente di non essere compatibili con le esigenze del calcio professionistico.
Ed è un pensiero che mi addolora profondamente.
Perché il mio desiderio è sempre stato uno soltanto: vedere la Scafatese continuare a giocare nella sua casa, davanti alla sua gente.
Ma allo stesso tempo ho il dovere di proteggere il futuro della società e il lavoro straordinario fatto in questi anni.
Per questo motivo, pur continuando ad attendere segnali concreti e definitivi, siamo costretti anche a valutare eventuali soluzioni alternative.
Non perché lo vogliamo. Ma perché non possiamo permetterci il rischio di restare fermi.
E fa male pensare che, dopo un anno di lavoro e sacrifici, oggi ci si possa ritrovare ancora in una situazione di attesa.
Voglio essere molto chiaro: la Scafatese non cerca polemiche, né scontri istituzionali.
Noi vogliamo soltanto costruire qualcosa di importante per Scafati.
Il nostro obiettivo è trasformare il ‘Vitiello’ in un vero gioiello per questa città: uno stadio moderno, sicuro, accogliente, pensato per le famiglie, per i bambini, per i tifosi e per le future generazioni.
Una casa di cui tutta Scafati possa andare orgogliosa.
Io continuerò a lavorare con serietà, rispetto e senso di responsabilità, perché questa maglia e questa città meritano il massimo.
E fino all’ultimo giorno lotterò affinché la Scafatese possa continuare a vivere il proprio futuro nella sua casa, davanti alla sua gente.”
💛💙 Il vostro Presidente, Felice Romano




