Scafatese. Continua il rebus: campo aperto ma non accogliente

Primo giorno di allenamento per la Scafatese, almeno così sarebbe dovuto essere visto che i calciatori sono stati “paparazzati” in strada a correre. Sembrava risolta la questione del campo, invece, qualcosa non sembra essere andata nel modo giusto.

Il Comunale, però, è a disposizione della Scafatese e del suo allenatore, Angelo Teta, che alle 16:00 era pronto sul campo ad attendere i suoi calciatori per il primo giorno di scuola. Arrivati, però, e in procinto di iniziare una fase preliminare di allenamento ecco che niente va come sarebbe dovuto andare. Erba alta, impianto di illuminazione rotto, bagni e spogliatoi sporchi. Una beffa alla sanificazione per prevenire il Covid, ma anche una beffa per la squadra cittadina che si è trovata di fronte all’impossibilità di mettersi a lavoro.

Si opta, quindi, per una corsetta sulla pista atletica come allenamento preliminare, ma per il resto impossibile lavorare. Squadra in strada, quindi, per concludere la seduta con una corsa verso il campo privato che dista circa 800 metri dal Comunale. Obiettivo non lasciare i calciatori caldi e sudati dopo il primo giorno di scuola. Doccia nel campetto privato. Una struttura, però, che non può ospitare gli allenamenti essendo un campo da calcetto, troppo piccolo per la squadra di mister Teta.

Si chiude così la prima giornata di ritiro della Signora del calcio campano, tra sconcerto e amarezza. Sembrava tutto risolto, ma ancora non è così. Sembrerebbe quasi una bestia nera questo XXIII settembre 1943, ma si attendono buone nuove e una risoluzione definitiva del problema.

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