Un Savoia spento e poco concreto non va oltre lo 0-0 in quel di Corigliano Calabro, facendosi fermare sullo 0-0 da una squadra in autogestione causa crisi societaria e che veniva da cinque sconfitte consecutive. Parlato opera alcuni cambi nell’undici iniziale: Prudente viene preferito a Coppola tra i pali, cos√¨ come Riccio a Rondinella in difesa, mentre tocca a Guastamacchia sostituire lo squalificato Dionisi; davanti, accanto a Cerone e Scalzone, c’è Giacobbe.
La partita, con il Corigliano imbottito di giovani, è ovviamente fatta dal Savoia, che nel primo tempo ci prova al 18¬∞ con Osuji che non arriva di un soffio sul pallone e poi con Scalzone e Tascone che però non inquadrano lo specchio della porta. Nella ripresa, Parlato si gioca la carta Diakitè, al rientro dopo un mese, che ci prova di testa scheggiando la traversa, ma poi è l’ex della gara, il portiere del Corigliano Antonio D’Aquino ad esaltarsi due volte su Scalzone. Dal canto suo, i padroni di casa ci provano in maniera pericolosa con Talamo, ma Prudente è attento. Nemmeno l’ingresso di Romano riesce a dare la svolta alla partita, che termina su uno 0-0 preziosissimo per il Corigliano ma molto negativo per il Savoia, che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi la partita contro una squadra sulla carta inferiore e che invece si ritrova a -11 dal Palermo capolista dopo sole nove giornate.




