Il Savoia ieri è incappato nella seconda sconfitta consecutiva dell’era Campilongo. Infatti, gli oplontini, dopo il KO di Cerignola, sono tornati a mani vuote dal derby dello “Sporting Club” contro i padroni di casa del Nola. Nonostante l’amaro risultato, la sconfitta sembra non compromettere il cammino dei bianchi verso i play off, che restano alla portata, la Fidelis Andria, quinta in classifica, è distante appena tre punti ma tra le due squadre c’è anche il Team Altamura, altra concorrente per un gradino della post season.
La cosa che preoccupa, però, è la vena realizzativa della compagine di Torre Annunziata, sono nove le reti realizzate nel girone di ritorno, giusto due in più se teniamo conto le stesse partite disputate all’andata, equilibrio per le reti subite che ammontano ad otto. Cifre che non possono soddisfare il tecnico Campilongo, che attualmente vede la sua squadra con il peggior attacco tra le formazioni che puntano ai play off con 23 reti in 26 partite, mentre la difensa non è più tra le migliori, anche se le reti subite restano 22 a fronte di 26 gare. Insomma, nonostante il cambio del pilota, l’auto continua a correre agli stessi giri. Una squadra che crea tante occasioni ma non riesce a concretizzarle. L’arrivo di Ayina e Diakite sembrava la medicina perfetta per sopperire alla mancanza di reti, oltre che dalla Del Sorbo (cannoniere della squadra con quattro reti insieme ad Alvino, ndr) dipendenza, ma sono arrivate due reti dell’ex Fidelis Andria in dieci partite e tre dell’ex Taranto in altrettante tre. Numeri non proprio confortanti, figli di una situazione che va avanti da inizio stagione e che a Nola ha trovato anche l’interrogativo ironico dei tifosi, che hanno intonato “chi deve segnare?”.
Per il Savoia non è il momento di fasciarsi la testa, la squadra deve fare cerchio e fissare nella testa l’obiettivo, i play off restano vicini e la sosta servirà allla compagine torrese per ricaricare le batterie in vista del rush finale di stagione e soprattutto ritrovare la verve realizzativa, il lavoro porterà anche alle reti.
Gianfranco Collaro
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