In principio era una proposta di Salvatore Caiata, quella di tagliare il professionisti da 100 a 60 e di riformare la Serie B trasformandola in due gironi da venti squadre, con la Serie C riconvertita a calcio dilettantistico. La proposta ha avuto seguito tant’è che pochi giorni fa è trapelato che la stessa sembrerebbe al vaglio dalla istituzioni calcistiche (LEGGI QUI). Un riforma, che vedrebbe il Savoia proiettato dalla D alla C, ottenendo la tanto sperata promozione (LEGGI QUI) ma in un contesto che fa comunque storcere il naso alla società oplontina.
Intercettato dai colleghi di Metropolis, il presidente dei bianchi, Alfonso Mazzamauro, interviene sulla questione e non usa mezze mezze misure – “Il Savoia ha investito tanto per accedere al calcio professionistico. Nel momento in cui ciò non accadesse, noi, purtroppo, non potremmo partecipare ad un altro campionato dilettantistico”. – E’ diretto il numero uno oplontino sulle colonne del quotidiano, ma è convinto di una cosa – “Non credo che passerà questo tipo di riforma, in quanto sorgerebbero due problematiche. La prima sarebbe di natura giuridica e riguarderebbe i contratti professionistici ancora in essere: la rescissione di questi ultimi, infatti, comporterebbe ulteriori spese economiche per Società già in difficoltà. La seconda, invece, riguarderebbe i criteri secondo cui creare queste nuove categorie: ad esempio, quali sarebbero quelli di ripescaggio dalla Lega Pro alla Serie B?”. – Una riforma che avrà i suoi effetti e Mazzamauro, da buon padre di famiglia, guarda in casa sua – “L’emergenza Covid-19 ci priverà degli incassi del botteghino, visto che le partite si disputeranno a porte chiuse. Tale situazione finirà per incidere anche sulle sponsorizzazioni: non ci sarebbe un ritorno di visibilità per le aziende sponsorizzanti, che solitamente espongono i loro loghi sui cartelloni pubblicitari dello stadio. L’unica possibilità realistica per il Savoia sarebbe quella del ripescaggio in Lega Pro come miglior seconda, mantenendo lo status di torneo professionistico. Attendo, inoltre, di comprendere quali sviluppi ci saranno relativamente ai contributi della Federazione e ai diritti televisivi” – Quella che potrebbe essere la nuova serie, la “terza serie”, potrebbe portare importanti agevolazioni fiscali, ma il presidente è categorico – “Non ci interessano le agevolazioni fiscali, ma ciò che ci preme è trasformare questa Società dilettantistica in un’azienda a tutti gli effetti. Il progetto Savoia si fonda sull’impresa: senza lo status di club professionistico, tale progetto sarebbe irrealizzabile ed insostenibile”. – Poi la chiosa sulla proposta di Ghirelli di bloccare retrocessioni e ripescaggi in C – “Se così fosse, dovrebbe concedere la possibilità di ripescaggio alle migliori seconde della Serie D, nel caso in cui qualche club di Lega Pro non dovesse iscriversi al prossimo campionato. Altrimenti, non escluderemmo la possibilità di riprendere il campionato di D quando la Federazione lo riterrà opportuno. D’altronde ci sono ancora 24 punti a disposizione e ce la giocheremmo con il Palermo. Non dimentichiamoci che i rosanero dovrebbero venire a giocare a Torre Annunziata. I giochi sono tutt’altro che conclusi”.




